Sbarra nel Governo Meloni spiega perché la Cisl si è staccata da Cgil e Uil su Scuola e Statali

Luigi Sbarra è stato nominato sottosegretario alla Presidenza del Consiglio da Giorgia Meloni. L’ex segretario generale della Cisl – sostituito a inizio anno da Daniela Fumarola – entra in un governo di destra: si tratta della prima volta per un ex leader del sindacato “bianco”.

Come sottolinea Andrea Carugati su il manifesto, la sua nomina è una mossa politica precisa: “spargere sale sulle ferite delle divisioni sindacali, premiando il ‘buono’ Sbarra”, mentre la Cgil viene isolata per il suo ruolo di conflitto sociale.

Scuola e statali: no agli scioperi, sì alla trattativa

Durante il suo mandato alla Cisl, Sbarra ha sempre evitato di aderire agli scioperi lanciati da Cgil e Uil – si legge sul quotidiano – . E anche su temi cruciali come il rinnovo dei contratti nel pubblico impiego, scuola compresa, ha sempre avuto una posizione non unitaria.

La sua scelta ha favorito un approccio negoziale con il governo. Emblematica la firma separata del contratto per le funzioni centrali dello Stato, avvenuta a inizio 2025. La Cisl ha firmato con piccole sigle autonome, lasciando lo storico asse con Cgil e Uil.

Aumenti sotto l’inflazione, ma contratto firmato

Secondo il manifesto, quell’accordo ha previsto aumenti salariali molto inferiori all’inflazione. Landini (Cgil) e Bombardieri (Uil) hanno criticato duramente l’intesa.

Carugati scrive: “Facile dire, a questo punto, che i circa 200 mila lavoratori coinvolti pagheranno di tasca loro il ricco contratto firmato da Sbarra con Meloni.”

Cisl sempre più distante da Cgil e Uil

Per il manifesto, l’ingresso di Sbarra nel governo spiega le scelte recenti della Cisl. Una linea che ha abbandonato il conflitto sindacale e ha aperto la strada alla collaborazione con l’esecutivo.

Oggi, la nuova leader della Cisl, Daniela Fumarola, dovrà confrontarsi ai tavoli con il suo ex segretario passato dall’altra parte.