Badanti di Notte, da 811 a 1.696 Euro al Mese: Quando Cambia lo Stipendio

Di notte non tutte le badanti svolgono lo stesso tipo di lavoro. Il CCNL Lavoro Domestico distingue infatti tra assistenza notturna e semplice presenza, e da questa differenza cambiano orario, livello e retribuzione.

Il contratto, sottoscritto da FIDALDO e DOMINA con FILCAMS-CGIL, FISASCAT-CISL, UILTuCS e FEDERCOLF, è in vigore dal 1° novembre 2025 al 31 ottobre 2028.

Le due situazioni sono disciplinate dagli articoli 10 e 11 del CCNL.

Assistenza notturna: cosa prevede l’articolo 10

L’articolo 10 del CCNL riguarda le prestazioni assistenziali notturne discontinue.

La fascia oraria deve essere compresa tra le 20:00 e le 8:00.

In questo caso la badante viene assunta proprio per assistere una persona durante la notte. Non significa lavorare senza sosta fino al mattino, ma essere disponibile a svolgere attività di cura e assistenza quando necessario.

Il livello cambia in base alla persona assistita:

  • BS se la persona è autosufficiente;
  • CS se la persona non è autosufficiente e il lavoratore non è formato;
  • DS se la persona non è autosufficiente e il lavoratore è formato.

Quanto viene pagata l’assistenza notturna nel 2026

Le tabelle retributive 2026 prevedono minimi mensili diversi in base al livello:

  • 1.211,38 euro per il livello BS;
  • 1.372,91 euro per il livello CS;
  • 1.695,99 euro per il livello DS.

La retribuzione cambia quindi in base al tipo di assistenza richiesta e all’inquadramento del lavoratore.

Presenza notturna: cosa cambia con l’articolo 11

La presenza notturna, disciplinata dall’articolo 11 del CCNL, è diversa dall’assistenza.

In questo caso il lavoratore viene assunto esclusivamente per garantire la propria presenza durante la notte, in una fascia compresa tra le 21:00 e le 8:00.

Il contratto stabilisce che al lavoratore deve essere garantito il completo riposo notturno in un alloggio idoneo.

Questo significa che la presenza notturna non può essere utilizzata per coprire, di fatto, un’attività di assistenza continua.

Quanto vale la presenza notturna

Per il 2026 la retribuzione minima mensile prevista per la presenza notturna è pari a 811,09 euro.

L’importo è inferiore rispetto all’assistenza notturna perché il presupposto del rapporto è diverso: nella presenza il lavoratore deve poter riposare durante la notte, mentre nell’assistenza viene assunto proprio per intervenire quando la persona ha bisogno.

Se la badante deve lavorare durante la presenza notturna

Questo è uno dei punti più importanti dell’articolo 11.

Se durante una notte di semplice presenza vengono richieste attività di assistenza, il lavoro svolto deve essere pagato in aggiunta.

Il CCNL prevede che queste prestazioni siano retribuite sulla base delle tariffe previste per i lavoratori non conviventi, con le eventuali maggiorazioni dovute e in base al tempo effettivamente lavorato.

Un caso pratico è quello della badante assunta per presenza notturna che, durante la notte, deve alzarsi più volte per accompagnare l’anziano in bagno, cambiarlo o prestargli assistenza.

In questi casi le attività svolte devono essere retribuite a parte. Se gli interventi diventano frequenti e caratterizzano stabilmente la notte, è opportuno verificare anche se l’inquadramento scelto corrisponde al lavoro realmente svolto oppure se l’attività sia più vicina a un’assistenza notturna.

La badante convivente ha diritto al riposo

Anche chi svolge assistenza notturna non può essere considerato disponibile 24 ore su 24.

L’articolo 10, comma 2, del CCNL prevede per il personale convivente addetto all’assistenza notturna 11 ore consecutive di riposo ogni 24 ore.

Più in generale, anche l’articolo 14 del CCNL tutela il riposo del lavoratore convivente.

Vivere nella casa dell’assistito, quindi, non significa essere sempre in servizio.

Il lavoro notturno deve risultare per iscritto

Anche il contratto deve essere chiaro.

L’articolo 10, comma 4, stabilisce che l’assunzione per assistenza notturna deve risultare da un atto scritto sottoscritto dalle parti, nel quale devono essere indicati l’orario di inizio e di fine e il carattere discontinuo della prestazione.

Anche per la presenza notturna, l’articolo 11 prevede uno specifico accordo scritto.