Dal 1° gennaio 2021 la Brexit, l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea, inizierà a dispiegare i suoi effetti sulla vita degli europei e le relazioni con l’isola d’oltre Manica a circa 4 anni dal referendum popolare che sancì il divorzio da Bruxelles.
Queste le principale novità.
BREXIT: VIAGGIARE IN GRAN BRETAGNA
Sarà necessario il passaporto (senza visto) per viaggiare nel Regno Unito per turismo, ad esempio, e restarci fino a tre mesi. Oltre i 3 mesi, per soggiorni motivati da ragioni di lavoro o di studio, occorreranno invece visti analoghi a quelli richiesti attualmente agli stranieri non comunitari.
BREXIT: NOVITA’ PER LAVORARE IN GRA BRETAGNA
Per limitare gli ingressi, anche dall’Ue, vengono introdotte liste di priorità legate al possesso di un contratto di lavoro già garantito, con un salario minimo annuo lordo da 25.600 sterline (oltre 28.000 euro). Il tutto all’interno di un sistema di filtro degli ingressi a punti in cui si valuterà fra l’altro il livello delle proprie specializzazioni e la padronanza della lingua inglese.
BREXIT: COSA CAMBIA PER CHI LAVORA IN GRAN BRETAGNA
I cittadini dell’Unione europea che sono già residenti sull’isola (circa 4 milioni di europei, di cui oltre 700.000 italiani), il mantenimento dei diritti pre Brexit resta soggetto all’iscrizione, al più tardi entro giugno 2021, nel registro del cosiddetto ‘Eu Settlement Scheme‘, istituito in forma digitale presso l’Home Office a tutela di un trattamento equiparato a quello dei cittadini britannici.
BREXIT: COSA CAMBIA PER CHI VUOLE STUDIARE IN GRAN BRETAGNA
Ma per i nuovi venuti, giovani in primis, la musica avrà un altro spartito. E i cambiamenti sono destinati a coinvolgere chi sogna Oxford e Cambridge o una delle tante altre università britanniche dove le presenze italiane sono una costante consolidata. Chi vi s’iscriverà dal 2021 pagherà una retta piena, al pari degli extracomunitari, che a seconda degli atenei può arrivare fino all’equivalente di oltre 30.000 euro per anno accademico.
BREXIT: NOVITA’ PER PROGETTO ERASMUS
La Brexit si porta via anche il programma Erasmus di scambi fra studenti europei, considerato troppo oneroso dal governo Tory di Boris Johnson e utilizzato finora più dai ragazzi continentali per periodi di studio sull’isola che viceversa. Un programma che Londra ha annunciato di voler sostituire con un nuovo schema di scambi globali, allargato agli atenei americani o asiatici.
BREXIT: TARIFFE TELEFONICHE ROAMING
Infine c’è la questione del roaming telefonico che riguarda soprattutto chi vorrà recarsi nel Regno Unito per turismo. Fino ad oggi infatti i cittadini italiani hanno potuto usare i loro piani tariffari come se fossero in Italia grazie ad una legge europea entrata in vigore tre anni fa. Con la Brexit le cose cambieranno perchè la Gran Bretagna esce fuori dal sistema di roaming europeo, a meno di accordi nei prossimi mesi, e chi possiede sim italiane dovrà fare riferimento al proprio operatore telefonico circa gli addebiti roaming.
Fonte: Ansa.it