Da settimane circolano voci sulla volontà del neo premier Mario Draghi di rivedere la politica economica e sociale portata avanti dai Governi in questi primi anni di legislatura. Mettendo da parte gli interventi a pioggia sull’economia e la politica dei Bonus.
Voci, per ora, non confermate dai fatti. Anche se c’è chi insiste sostenendo che gradualmente Draghi farà piazza pulita di queste misure, sostituendole con provvedimenti più mirati volti a favorire la selezione dei beneficiari.
Ritorna sul dibattito il quotidiano Domani in edicola oggi, con le parole del direttore Stefano Feltri:
“Si è diffusa ieri la voce che il governo di Mario Draghi sarebbe intenzionato a cancellare il bonus del cashback, quella spesa di 4,7 miliardi di euro che serve a incentivare gli italiani a pagare con la carta di credito e a creare un profilo digitale per la pubblica amministrazione. Sarebbe un segnale utile. Spazzare via un po’ di tanti sprechi finanziati a debito di questi anni – metto nel conto gli 80 euro renziani, l’integrazione decisa dal governo Conte, e i tanti sussidi regressivi a beneficio di categorie o di ceti abbienti, come la detrazione del 110 per centro per le ristrutturazioni – è il modo per tornare credibili”.
“Cancellare i Bonus – prosegue il “giovane” quotidiano torinese – darebbe il messaggio giusto: via gli sprechi così da essere credibili per spendere tutto il necessario dove serve. Anche per tamponare la crisi sociale, pur sapendo che l’ammortizzatore sociale più efficace è la crescita”.
redazione@tuttolavoro24.it