Approvato dal Consiglio dei Ministri di venerdì scorso, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale entrerà in vigore il Decreto Reclutamento che dà attuazione a uno degli assi del Pnrr, il rafforzamento degli organici della pubblica amministrazione.
Ma cosa prevede il Decreto? A spiegarlo è stato il Ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta (in foto) in conferenza stampa. Innanzitutto stabilisce che per i contratti di lavoro subordinato a tempo determinato si applica la riforma dei concorsi pubblici contenuta nel decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44, che prevede la valutazione dei titoli per le figure ad elevata specializzazione tecnica e la previsione della sola prova scritta in modalità digitale.
Particolarmente lunga sarà la durata dei contratti: 36 mesi, rinnovabili fino al 31 dicembre 2026 in relazione al raggiungimento degli obiettivi del Piano da parte delle amministrazioni assegnatarie dei progetti.
Per le figure altamente specializzate – come i dottori di ricerca e le persone con esperienze documentate di almeno 2 anni in organizzazioni internazionali e dell’Unione europea – sarà prevista l’iscrizione in un apposito elenco sul “Portale web del reclutamento” che sarà definito entro l’estate. Da questo elenco le amministrazioni potranno ‘pescare’ per fare delle assunzioni sulla base della graduatoria, mantenendo comunque la facoltà di indire proprie procedure concorsuali.
Per i professionisti e gli esperti iscritti agli Albi professionali sarà creato un altro apposito elenco che sarà inserito sul “Portale web del reclutamento” in un apposito elenco vincolato al possesso di determinati titoli di qualificazione professionale. Anche da questo elenco le amministrazioni dovranno attingere chiamando da almeno tre professioni in ordine di graduatoria e scegliere a chi attribuire l’incarico sulla base di una selezione. I criteri seguiti dovranno essere pubblicati sul sito internet delle amministrazioni competenti.
Per il periodo di attuazione del Pnrr e soltanto per le amministrazioni titolari di interventi, è consentito il raddoppio delle percentuali previste dalla legge per l’attribuzione di incarichi dirigenziali a soggetti esterni alla pubblica amministrazione e a dirigenti provenienti da altre amministrazioni.
Nei giorni scorsa è montata un polemica sul fatto che i posti fossero tutti a termine con il rischio di irrobustire le fila dei precari della pubblica amministrazione. Per ovviare a ciò il Decreto fissa fino al 40 per cento di posti nei concorsi pubblici banditi dalle amministrazioni successivamente al servizio svolto in supporto del Pnrr, a favore di chi abbia svolto incarichi a tempo determinato per lavorare al Pnrr. La Commissione europea, infatti, chiede che le competenze acquisite dalle pubbliche amministrazioni non vadano disperse
Entro trenta giorni dall’entrata in vigore del decreto il Dipartimento della funzione pubblica indirà un primo concorso pubblico per il reclutamento di un contingente complessivo di 500 unità di personale non dirigenziale a tempo determinato per la realizzazione del sistema di coordinamento istituzionale, gestione, attuazione e controllo del Pnrr, per una durata anche superiore a 36 mesi.
Seguiranno altri concorsi: 6.603 unità saranno destinate tra i vari Ministeri, alle quali vanno aggiunte le 2.800 previste per il Sud. A queste poi andranno sommate 16.500 unità circa a supporto dell’Ufficio del processo e Ufficio amministrativo – Ministero della Giustizia.
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