Nei giorni 27 e 28 ottobre anche i delegati e le delegate della FIOM MAV Alto Adige/Südtirol parteciperanno alle prime due giornate del percorso formativo organizzato dalla Fiom nazionale.
La formazione ritengo sia una leva per promuovere opportunità e moltiplicare la rete, tornare a fare politica dei quadri organica e strutturata, perché la nostra organizzazione tutta vive una fase di contraddizioni al suo interno, dove convivono i figli della politica e gli orfani, la storia e la non storia.
Abbiamo una grande difficoltà a mettere in relazione i linguaggi.
Assistiamo ormai da tempo ad un affievolirsi del senso di identità e del senso profondo dell’organizzazione.
Un obiettivo della formazione è di colmare le distanze che talvolta si sono create tra noi e i lavoratori. Inoltre deve essere un supporto al processo di ringiovanimento dell’organizzazione.
Oggi occorrono cultura e conoscenza, le vere leve di un cambiamento in grado di riproporre la scala dei valori che hanno formato identità e funzione al lavoro.
Per queste ragioni la formazione costituisce una delle fondamentali chiavi di lettura del mondo; del mondo del lavoro e del lavoro che cambia.
Non c’è niente di quanto abbia costituito e costituisca oggetto della contrattazione a tutti i livelli, che non verrà investito da profonde trasformazioni, a partire dall’evoluzione delle professionalità e del loro riconoscimento.
La formazione fino ad ora ha agito come leva all’adattabilità dei processi in atto, il salto che ci viene richiesto oggi è invece quello di anticipare l’evoluzione della realtà.
Perciò la formazione come percorso permanente dell’attività lavorativa e con un’idea di contrattazione capace di mettere in discussione, inventare, sperimentare.
Certo, mollare le certezze genera sempre inquietudine.
Apprendere per comprendere, comprendere per orientare e governare è l’unico antidoto.
La formazione dovrà sempre meno essere ridotta a capitolo rivendicativo per diventare sempre più linea di continuità in grado di dare forma e contorno all’intero progetto contrattuale, tenendo conto di una realtà più equa e sostenibile.
È mia convinzione che conoscere e mettere in pratica quanto imparato, anche attraverso la sperimentazione d’aula, anticipare le tendenze con momenti di studio e liberi scambi di idee, fidelizzi i nostri quadri e i nostri delegati e contribuisca a creare un gruppo dirigente preparato e coeso.
Un grande ringraziamento quindi a tutte le delegate e delegati della Fiom Alto Adige, sempre disponibili ad affrontare insieme a noi le nuove sfide, dentro e fuori la fabbrica e dentro e fuori le aule di formazione.
Grazie!
Cinzia Turello, segretaria generale Fiom Mav Alto Adige – Südtirol
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Fonte: fiom-cgil.it