Dopo i tentativi andati a vuoto durante gli scorsi mesi sembra che il Governo sia in procinto di emanare un decreto che fissa le regole per le delocalizzazioni ‘selvagge’ degli ultimi tempi. Vale a dire il caso delle multinazionali che prima investono in Italia, accedendo a contributi e investimenti pubblici e poi chiudono la sede italiana per spostare la produzione all’esterno. Causando danni sociali notevoli, anche perchè si tratta di imprese di medio-grandi dimensioni.
A dare notizie dell’imminente arrivo del Decreto, a cui sta lavorando il M5S e il PD, che vede il ministro del Lavoro Andrea Orlando primo ‘sponsor’, è il quotidiano la Repubblica in edicola oggi:
“Il decreto, secondo quanto prevede l’ultima bozza, si rivolge ai datori di lavoro che nell’anno precedente alla chiusura abbiano occupato almeno 250 dipendenti, e per licenziamenti che coinvolgano almeno 50 lavoratori. Non deve trattarsi inoltre di aziende «in condizioni di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario», che seguono invece la procedura di composizione negoziata per la crisi d’impresa. Chi decide di chiudere deve darne comunicazione almeno 90 giorni prima per iscritto a un ampio numero di istituzioni locali e nazionali, che vanno dalle rappresentanze sindacali aziendali alle sedi territoriali delle associazioni di categoria, alle Regioni interessate, al ministero del Lavoro e a quello dello Sviluppo Economico e all’Anpal. Non solo i licenziamenti collettivi, ma anche quelli per giustificato motivo oggettivo «intimati in mancanza della comunicazione o prima dello scadere dei 90 giorni sono nulli». Nella comunicazione vanno indicate le azioni programmate per la salvaguardia dei livelli occupazionali, le misure di incentivo all’esodo, quelle finalizzate alla rioccupazione o all’autoimpiego, le eventuali prospettive di cessione dell’azienda o del ramo d’azienda interessata a una cooperativa costituita ad hoc dai lavoratori, gli eventuali progetti di riconversione del sito produttivo. Viene ampiamente coinvolto l’Anpal per le politiche attive e si assicura il coinvolgimento dei lavoratori interessati al programma Gol (Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori)”.
Insomma secondo l’asse M5S-PD, più difficile sarà invece trovare l’appoggio della Lega finora scettica ad ogni iniziativa in questo campo, le aziende che delocalizzano sono libere di farlo, ma devono essere chiamate alla loro responsabilità sociale. In particolare questa nuova procedura dovrà mettere la parola fine ai video-licenziamenti con Teams e Whatsapp e altri strumenti digitali.
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