Sono in corso in queste ore gli ultimi pagamenti dell’Assegno Unico Universale per i figli a carico di competenza di marzo, il primo mese in cui tale prestazione Inps viene erogata.
Come riporta Il Sole 24 Ore nell’edizione odierna, l’Istituto ha già pagato l’assegno a più di 3 milioni di famiglie e deve evadere ancora più di 1 milione di domande, ossia quelle presentate a marzo e che verranno pagate da aprile in poi. Importo che però non sarà sempre uguale: per varie ragioni, infatti, Inps può modificare la cifra pagata. Uno dei motivi per cui l’Istituto può erogare una cifra diversa dalla precedente (con conseguenti importi da restituire o somme aggiuntive da erogare) è il tardivo invio dell’Isee. Vediamo la situazione nel dettaglio.
La presentazione in ritardo dell’indicatore ISEE, lo strumento che permette di misurare la condizione economica delle famiglie tenendo conto del reddito, del patrimonio e delle caratteristiche di un nucleo familiare, può comportare la necessità di pareggiare gli importi. L’ISEE non va necessariamente allegato alla domanda di Assegno Unico e può essere presentato anche dopo l’inoltro della richiesta, ciò dà diritto alla quota minima: presentare l’ISEE non in fase di invio della domanda ma in ritardo, infatti, significa beneficiare di soli 50 euro per figlio minore a carico. Inps fornisce ulteriori chiarimenti nella circolare n. 23 del 9 febbraio 2022, in cui si legge:
“L’importo mensile spettante è determinato tenuto conto dell’ISEE presente al momento della domanda. L’importo erogato è fisso per tutte le rate, salvo il conguaglio che verrà effettuato generalmente nelle mensilità di gennaio e febbraio di ogni anno successivo, in cui si farà riferimento all’ISEE in corso di validità al 31 dicembre dell’anno precedente.”
In pratica quindi tutti gli ISEE presentati entro il 28 febbraio 2022 (ultimo giorno utile per poter beneficiare dell’Assegno Unico entro marzo) sono stati agganciati automaticamente in questa prima tornata di pagamenti: Inps li ha acquisiti direttamente dalla propria banca dati e gli importi Auf sono erogati sulla base di questo indicatore. Chi invece ha presentato domanda per l’Assegno Unico entro marzo ma presenterà l’ISEE entro il 30 giugno, avrà diritto al conguaglio degli arretrati da marzo in poi. Se, per esempio, la domanda di Assegno Unico è stata inoltrata a marzo 2022 senza ISEE (che viene invece presentato solo a maggio 2022), in fase di prima istruttoria la prestazione verrà calcolata con l’importo minimo spettante, salvo l’effettuazione del conguaglio sulla base dell’ISEE presentato entro giugno.
La suddetta circolare Inps spiega anche la situazione di chi presenta l’ISEE dal 1° luglio: per questi percettori, l’eventuale maggiorazione decorrerà dal mese di presentazione dell’ISEE. Nella circolare infatti si legge:
“Per le domande presentate dal 1° luglio, ai sensi dell’articolo 6, comma 2, del decreto legislativo n. 230/2021, l’assegno è riconosciuto a decorrere dal mese successivo a quello di presentazione della domanda. Per il computo della rata spettante, si tiene conto dell’ISEE presente al momento della domanda. L’eventuale maggiorazione, in fase di conguaglio della prestazione, decorre dal mese di presentazione dell’ISEE.”
Pertanto, nel caso in cui – ad esempio – la richiesta di Assegno Unico sia fatta ad agosto 2022 e l’ISEE presentato solo nell’ottobre successivo, la prestazione verrà calcolata con l’importo minimo spettante e l’ISEE avrà valore da quando è presentato: pertanto eventuali maggiorazioni si vedranno da ottobre 2022, cioè da quando è presentato l’ISEE aggiornato.
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