Bonus 200 euro ai lavoratori dipendenti: esclusi i neoassunti, ecco perché

Partirà a luglio il pagamento del Bonus da 200 euro, l’indennità che spetta una tantum a varie categorie di persone. Tra queste, anche i lavoratori dipendenti hanno diritto al pagamento del Bonus nella busta paga di luglio. A patto che il soggetto rispetti determinati requisiti:

  • non deve essere titolare di nessun tipo di trattamento pensionistico a carico di qualsiasi forma previdenziale obbligatoria;
  • non deve far parte di un nucleo familiare beneficiario del Reddito o Pensione di Cittadinanza;
  • in almeno uno dei quattro mesi del primo quadrimestre di quest’anno (quindi da gennaio ad aprile) deve aver beneficiato della riduzione contributiva dello 0,8%, prevista con la legge di Bilancio del 2022.

Come già anticipato, quest’ultimo requisito elencato va a sostituire quello del reddito non superiore ai 35 mila euro annui, che invece rimane valido, ad esempio, per i pensionati. TuttoLavoro24.it lo aveva ribattezzato “requisito X“, dato che rimane un’incognita il motivo per cui il governo ha deciso di inserire il requisito dello sgravio dello 0,8% al posto di quello del reddito: una soluzione poco comoda, ma anche poco equa, come visto in questo articolo dove si riprendono le perplessità de Il Sole 24 Ore.

Ed è proprio il quotidiano economico a tornare sull’argomento Bonus 200 euro per i dipendenti, soffermandosi nell’edizione di oggi su una particolare categoria di lavoratori dipendenti che, per forza di cose, non può rispettare il requisito X.

Bonus 200 euro dipendenti: ecco a chi non spetta

Se per avere il Bonus occorre che da gennaio ad aprile 2022 si sia beneficiato, almeno una volta, dello sgravio dello 0,8%, chi all’epoca non lavorava con contratto di lavoro dipendente non potrà sicuramente averne goduto. Si tratta, in pratica, di tutti quei lavoratori che sono stati assunti dopo il primo quadrimestre di quest’anno. Come scrive Il Sole 24 Ore, infatti:

“nel caso in cui il lavoratore sia stato assunto successivamente, ad esempio a maggio, il nuovo datore di lavoro non può sapere se ha goduto o meno dell’esonero contributivo dello 0,8% durante il precedente rapporto: in questa ipotesi quindi, il dipendente, per poter accedere all’una tantum, sarà tenuto a dichiarare la condizione della fruizione dell’esonero da un altro datore di lavoro.

Un bell’impiccio quindi quello in cui va a trovarsi il neoassunto, costretto a ricontattare il suo ex datore per la dichiarazione della fruizione dell’esonero. Ma se in quest’ultimo caso ha un barlume di possibilità e può sperare nella collaborazione del suo ex datore per poter percepire i 200 euro, chi prima di maggio 2022 non ha mai lavorato è proprio spacciato: in pratica, a chi entra a far parte di un’azienda da maggio in poi non potrà in nessun caso essere riconosciuto l’aiuto da 200 euro.

Un altro ostacolo che aumenta ancora di più le perplessità sulla sensatezza del “requisito X”: più ci addentriamo nei meandri di tale requisito, infatti, e più ci accorgiamo di quanto sia ridotta la platea di percettori a cui può essere applicato.

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