Gli Stipendi erosi dall’inflazione e le azioni del Governo per tutelare il potere di acquisto dei lavoratori sono ancora al centro del dibattito politico nonostante con la Legge di Bilancio 2023 si sia intervenuti già con il taglio del cuneo fiscale.
Il tema è stato dibattuto anche lunedì scorso a Palazzo Chigi in un incontro tra la Premier Giorgia Meloni e la Ministra del Lavoro Marina Calderone. A rivelarlo è la stessa Ministra del Lavoro in un’intervista al quotidiano Il Messaggero in edicola oggi annuncia l’arrivo di un prossimo Decreto Lavoro.
«È stato un incontro molto cordiale e in sintonia, dopo 100 giorni di governo», ha dichiarato la Calderone, che poi puntualizza la posizione del Governo sul dibattito in corso sulla differenziazione degli stipendi sui territori:
«Escluderei il ritorno alle gabbie salariali. La strada non è quella della deroga ai Contratti nazionale. Ci sono, però, dei margini per lavorare su meccanismi virtuosi di premialità».
Chiaro il riferimento alla possibilità che gli stipendi possano salire per effetto dei premi di risultato/produttività erogati aziendalmente ai lavoratori, sulla base di accordi aziendali o territoriali (regioni/province). Il Governo può stabilire degli incentivi. Dei contratti però se ne dovranno occupare le parti sociali: «la contrattazione di secondo livello ha dato già ottimi risultati dove è stata sperimentata. Non vedo un motivo perché non possa essere incoraggiata, sia nel privato sia nel pubblico».