Agricoli, sempre meno Braccianti negli Elenchi INPS: i numeri

Agricoltura, scende il numero degli operai agricoli a tempo determinato. A ‘certificarlo’ sono i dati Inps che emergono dagli Elenchi nazionali divulgati il 31 marzo scorso e a cogliere il calo dei lavoratori dei campi è, nella regione Puglia, territorio a grande vocazione agricola, il sindacato Flai Cgil locale.

“Nella nostra regione registriamo un costante calo di iscritti agli elenchi Inps, se c’è un problema di reperibilità di manodopera nel settore, perché non si discute ai tavoli istituzionali preposti, a partire dalle sezioni territoriali della Rete del Lavoro Agricolo di Qualità (ReLAQ), previste dalla legge 199/2016 e istituite in Puglia in tutte e sei le province”, si domanda il segretario generale della Flai Cgil Puglia, Antonio Gagliardi.

“Nel 2022 – continua la nota – l’Istituto di previdenza ha certificato che la manodopera agricola, ancora una volta, risulta in riduzione rispetto all’anno precedente: meno 7.725 unità e questo un dato estremamente significativo che merita una prima analisi più approfondita: si passa da 164.550 a 156.825 addetti. I lavoratori stranieri risultano addirittura in leggero aumento, passando da 34.264 a 34.500. Le etnie principali continuano ad essere, in valore assoluto quella rumena (7.983), albanese (6.172), marocchina (3.413), bulgara (2.247), senegalese (2.023), nigeriana (1.718), e poi maliana, gambiana, indiana, ecc.”

Numeri importanti che fanno attenzionare il fenomeno, in quanto si ripete ciclicamente da anni. In particolare negli ultimi 6 anni la Puglia “ha perso 28.750 braccianti, passando da 185.573 operai agricoli a 156.825 appunto, con un calo generalizzato e con punte di -2.000 unità in alcune province: In provincia di Foggia sono iscritti agli elenchi 39.855 operai (-2.055), a Bari 34.464 (-1.976), seguono Brindisi 21.018 (-1.178), Lecce 18.137 (-982), Bat 17.878 (-801) e Taranto 25.473 (-733). Il costante e corposo calo degli addetti che registriamo negli ultimi anni ha diverse ragioni: un diffuso sottosalario, l’attività ispettiva mirata a scovare i lavoratori fittizi, un forte impiego nel 2022 di manodopera agricola prestata all’edilizia dovuto al bonus 110, sono solo alcune concause facilmente individuabili”.