Il numero dei percettori del Reddito di Cittadinanza è fortemente diminuito a cavallo tra la fine del 2022 e il 2023. Nel primo bimestre 2023 (ma i dati di febbraio non sarebbero definitivi) Inps ha registrato 90.287 domande contro le 261.378 dello stesso periodo del 2022 per un -65,23% che si fa davvero notare.
Tra i motivi c’è sicuramente il ruolo persuasivo esercitato dalla legge di Bilancio, che ha tagliato il reddito a sole 7 mensilità nel 2023 per i gli occupabili.
Ma a dare una chiave di lettura più ampia è Il Sole 24 Ore in edicola oggi sulle cui colonne si legge che questi percettori ‘in fuga’ sono, in realtà, stati assorbiti nel mercato del lavoro:
“Ma su questo andamento incide soprattutto la ripresa occupazionale in atto da mesi, che si è consolidata nel primo bimestre di quest’anno quando l’osservatorio di Banca d’Italia, ministero del Lavoro e Anpal ha rilevato un saldo positivo di 100mila attivazioni di posti di lavoro al netto delle cessazioni, con un ritmo di crescita superiore al doppio di quello del bimestre precedente e maggiore di circa un terzo rispetto agli stessi mesi del 2019, epoca pre-pandemica. È possibile che i nuovi occupati figurino tra i quasi 100mila nuclei che hanno perso i requisiti reddituali per ottenere il sussidio: quest’anno in soli due mesi si è totalizzato un terzo di tutto il 2022 quando erano stati 314.261 percettori a perdere i requisiti d’accesso richiesti”.