L’incremento straordinario del 120% delle Pensioni minime, visto nel corso del 2023 e del 2024, potrebbe non essere confermato dal Governo per il 2025. Una parte dei pensionati potrebbe godere solo dell’adeguamento “ordinario” all’inflazione, dell’1,6% circa.
La questione è all’attenzione dei tecnici governativi che in questi giorni stano valutando tutte le ipotesi in vista della stesura definitiva del testo della Manovra 2025.
Nel 2024 gli assegni minimi sono stati adeguati all’inflazione sulla base del tasso stimato per l’anno in corso.
Il trattamento minimo decorrente dal 1° gennaio 2024 risulta essere pari a 598,61 euro.
I pensionati al minimo con più di 75 anni hanno visto incrementare i propri assegni a 614,77.
Sarà confermato l’incremento straordinario per questi pensionati? Ci sono ancora forti dubbi sulla questione. Lo sottolinea il quotidiano Il Resto del Carlino, nell’edizione in edicola il 9 settembre che evidenza come l’importo per gli ultra-75enni potrebbe salire a 625-630 euro. Secondo i calcoli di Uil Pensionati si tratta di 625,83 euro.
”La conferma dell’incremento straordinario, insieme con il nuovo adeguamento all’inflazione, pari all’1,6% porterebbe – si legge – queste prestazioni a 625 euro. Una soglia che potrebbe salire a 630 per da un un ulteriore segnale ai pensionati più poveri. Mentre se non venisse prorogato l’aumento una tantum del 2024 si troverebbe difronte con il solo adeguamento annuale, a una riduzione degli importi”.