Il 12 novembre riprende – dopo un mese di pausa – il negoziato per il rinnovo del CCNL metalmeccanica industria. Da un lato Federmeccanica e Assistal riproporrano ai sindacati la loro contro-piattaforma, che nelle ultime settimane hanno presentato agli Industriali su e giù per la penisola. E dall’altra Fim-Fiom-Uilm che rivendicano 280 euro e l’apertura di una discussione sulla loro piattaforma.
Possibile che si arrivi alla rottura del negoziato e, nel giro di qualche giorno, ad una proclamazione dello sciopero nazionale. I segnali ci sono tutti, basta leggere le ultime dichiarazioni dei Segretari Generali di Fim-Cisl e Fiom-Cgil.
La proclamazione di sciopero nazionale dei metalmeccanici potrebbe arrivare nei prossimi giorni. Entro la settimana che si chiude con domenica 17 dicembre il quadro sarà chiaro.
L’ipotesi sul tavolo è la proclamazione di 8 ore di sciopero in una data che si colloca nel mese di dicembre. I sindacati puntano a separare la data dello sciopero “per il contratto” da quella dello “sciopero generale contro la Manovra” proclamato da Cgil e Uil per il 29 novembre.
In questo modo i lavoratori avrebbero meno difficoltà ad aderire ad entrambe le iniziative di protesta proclamate a loro tutela (si pensi solo che la Manovra di Bilancio taglia ai metalmeccanici fino a 300 euro sullo stipendio netto) perché impatterebbero su due buste paga differenti, quella di novembre e quella di dicembre. Chiaramente si tratta di effetti che registreranno i cedolini di quelle “tute blu” che aderiranno alle iniziative sindacali perchè credono che solo in questo modo si possa far sentire la propria voce e cambiare il corso delle corse.
Il CCNL Metalmeccanica Industria è scaduto il 30 giugno 2024 ed ora è in fase di rinnovo. Fase che coinvolge parallelamente anche i contratti dell’Artigianato col CCNL Area Meccanica, Unionmeccanica-Confapi, Cooperative e Industria orafa.
La Busta paga dei lavoratori non varierà fino a che non ci sarà la firma del rinnovo che prevederà nuovi aumenti salariali. Salvo aumenti dovuti ad accordi aziendali o individuali. A dicembre la Tredicesima terrà dentro gli aumenti portati nel mese di giugno 2024 con la clausola di garanzia.
Dopo la rottura del negoziato che – come detto si consumerà tra i mesi di novembre e dicembre – la ripresa ci sarà a gennaio e nel giro di qualche settimana potrà esserci una svolta. Compresa una prospettiva per gli aumenti salariali che arriveranno nel 2025.