Le tensioni nel settore del Trasporto Pubblico Locale (TPL) tornano ad aumentare. Già da qualche giorni le organizzazioni sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl Autoferro hanno annunciato la riattivazione delle procedure di raffreddamento contro le associazioni datoriali Asstra, Anav e Agens.
Il motivo? Il mancato pagamento dell’Una tantum da 500 euro, prevista nell’accordo per il rinnovo del CCNL Autoferrotranvieri Internavigatori (Mobilità TPL) firmato lo scorso dicembre al Ministero dei Trasporti.
L’accordo di dicembre 2024 prevedeva il rinnovo del CCNL con i relativi aumenti e un’erogazione straordinaria di 500 euro che sarebbe dovuta arrivare nel cedolino di febbraio 2025. Tuttavia, i lavoratori del settore non riceveranno questa somma.
A inizio mese di febbraio, i sindacati hanno inviato una lettera formale alle controparti chiedendo spiegazioni, ma non è arrivata alcuna risposta ufficiale da parte delle associazioni datoriali.
Per i lavoratori, circa 100.000 nel settore della mobilità, questo rappresenta una violazione degli impegni presi con il rinnovo del contratto.
La tensione è alle stelle. Martedì 4 marzo, le organizzazioni sindacali annunceranno le iniziative di mobilitazione da intraprendere per ottenere il pagamento dell’Una tantum e l’applicazione del nuovo accordo.
Tra le ipotesi più probabili c’è la proclamazione di uno sciopero nazionale, che potrebbe bloccare il trasporto pubblico in diverse città.