Soldi
Aumenti in busta paga, riduzione dell’orario di lavoro, più tutele su congedi e pari opportunità, taglio ai contratti precari. È quanto prevede il nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) 2024-2028 firmato il 28 maggio da Fai-Cisl, Flai-Cgil, Uila-Uil e Unionalimentari Confapi.
L’accordo interessa circa 40.000 lavoratori dipendenti del settore alimentare nelle piccole e medie imprese industriali, ma rappresenta un segnale importante per una fascia ampia di lavoratori dipendenti che attendono rinnovi contrattuali da mesi.
All’interno del nuovo CCNL ci sono incrementi retributivi fino a 280 euro, interventi sulla conciliazione vita-lavoro, misure per la stabilità occupazionale e novità su salute, sicurezza e inclusione.
Il rinnovo arriva con oltre un anno di ritardo rispetto ad altri contratti dello stesso settore.
Sono stati infatti già rinnovati da tempo:
Questo fa del contratto firmato il 28 maggio uno dei rinnovi più attesi del panorama alimentare.
Il nuovo CCNL prevede un aumento salariale totale di 280 euro a parametro 137, suddiviso in quattro tranche da 70 euro:
Aumenta anche il contributo aziendale al fondo pensione Fondapi, che passa all’1,5%.
Il contratto introduce nuove ore di ROL (permessi retribuiti) per tutti i lavoratori.
Inoltre, si apre alla possibilità, tramite accordi aziendali con le RSU, di ridurre l’orario di lavoro in caso di investimenti tecnologici che impattano su produttività e organici.
Uno dei punti centrali dell’accordo è la lotta alla precarietà, in linea con le richieste avanzate dai sindacali con la piattaforma rivendicativa.
La quota massima di contratti a termine, somministrati e in staff leasing viene ridotta dal 50% al 25% rispetto al totale degli occupati.
Le altre novità di rilievo sono:
Il contratto rafforza il capitolo su pari opportunità, diversità e inclusione, affidando alla contrattazione collettiva la definizione di strumenti applicativi.
Vengono anche potenziate le azioni per la formazione, la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro.