Assegno di Inclusione: Domanda di Rinnovo dal 1° luglio per 900.000 “In Scadenza”

Sono in scadenza in questi giorni i primi Assegni di Inclusione, concessi a partire da gennaio 2024, primo mese di erogazione del sussidio che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza. In queste ore per circa 400mila famiglie – oltre 900mila persone – è in pagamento l’ultima mensilità sulla carta elettronica INPS. Si tratta della prima platea di beneficiari della misura attiva dal 18 dicembre 2023.

Come previsto dalla normativa, l’Assegno ha una durata iniziale di 18 mesi. Alla scadenza, è previsto un mese di sospensione obbligatoria prima di poter ottenere il rinnovo.

La nuova domanda può essere inviata già dal 1° luglio 2025, durante la sospensione. Il riconoscimento scatterà dal mese successivo, o anche da quello ancora dopo, ma con arretrati riconosciuti. Sono attese in queste ore le prime istruzioni da parte dell’INPS.

Come fare la domanda per il rinnovo dell’Assegno di Inclusione

La richiesta può essere presentata in tre modi:

  • online sul portale INPS
  • tramite CAF
  • presso i patronati

Per il rinnovo serve essere ancora in possesso dei requisiti. L’INPS controllerà automaticamente i dati aggiornati (ISEE, composizione del nucleo, residenza) e liquiderà l’importo mensile direttamente sulla carta elettronica.

Dopo il primo rinnovo, la prestazione può essere ulteriormente rinnovata per 12 mesi, sempre con una pausa di un mese tra un ciclo e l’altro.

Requisiti per il Rinnovo dell’Assegno di Inclusione

In fase di rinnovo devono essere confermati i requisiti. Possono richiedere l’Assegno i nuclei con:

  • minorenni,
  • persone con disabilità,
  • over 60 anni,
  • soggetti in condizione di grave svantaggio sociale,
  • vittime di violenza di genere con presa in carico.

L’ISEE massimo è di 10.140 euro. La soglia è più bassa (8.190 euro) per nuclei formati da soli anziani (67+) o disabili gravi, ma può salire se si vive in affitto.

Il requisito di residenza – per gli stranieri – è di almeno 5 anni, di cui 2 continuativi in Italia (prima erano 10).

Il reddito da lavoro non incide sul calcolo dell’importo fino a 3.000 euro annui. Le somme superiori, invece, riducono il beneficio dal mese successivo alla variazione. Famiglie e cittadini interessati devono quindi attivarsi entro luglio per evitare interruzioni prolungate nell’erogazione del sostegno.