Molti braccianti sono ancora in attesa del pagamento dell’indennità di disoccupazione agricola INPS. Ma attenzione: una domanda respinta non significa sempre fine dei giochi.
Se si ritiene di avere i requisiti, si può fare ricorso e chiedere il riesame della disoccupazione agricola. Ecco tutto ciò che c’è da sapere.
La disoccupazione agricola è la prestazione INPS rivolta ai lavoratori del comparto agricolo, come operai a tempo determinato o indeterminato, piccoli coltivatori diretti, coloni e compartecipanti familiari rimasti involontariamente senza un impiego.
Per ottenerla è necessario:
Se la domanda di disoccupazione agricola è approvata, l’indennità viene erogata dall’INPS tra giugno e luglio. I pagamenti di quest’anno, per esempio, sono in corso dall’11 giugno.
L’accoglimento della domanda, tuttavia, non è scontato. Se i requisiti non sussistono, infatti, INPS rigetta la domanda. Quindi non sarà emesso nessun pagamento.
In caso di domanda respinta, è possibile attivare la procedura di riesame:
Il riesame è fondamentale soprattutto quando ci sono errori procedurali o omissioni nella domanda originale.
Non c’è una tempistica esatta per presentare il riesame. Tuttavia, occorre tenere presente che INPS ha 115 giorni di tempo per lavorare le domande di disoccupazione agricola dalla data di pubblicazione degli elenchi. Quindi può farlo fino al 24 luglio. Per questo motivo i pagamenti possono andare avanti fino ad agosto e non occorre allarmarsi fino a questa data.
Pertanto, nel caso di domanda accolta allo scadere del tempo, è bene attendere almeno la metà di agosto prima di chiedere il riesame dell’istanza così da dare all’Istituto il tempo di liquidarla.
In caso di mancato pagamento, prima di procedere ufficialmente alla domanda di riesame, il richiedente l’indennità può valutare di rivolgersi all’INPS per sapere perché il pagamento della disoccupazione agricola non è stato emesso o la domanda non è stata accolta.