Dopo oltre 12 anni di ritardi, la Pubblica Amministrazione (PA) italiana sta finalmente saldando i fornitori nei tempi previsti dalla legge. A confermarlo è la Ragioneria generale dello Stato.
La nuova regola vale per tutti: dagli operai edili agli installatori, passando per le imprese di pulizie, tutti i datori di lavoro ricevono i pagamenti entro 30 giorni. È una vera rivoluzione per chi lavora in appalto per la PA.
La Ragioneria generale dello Stato ha diffuso un monitoraggio ufficiale che mostra come la PA abbia ridotto in modo drastico i tempi di pagamento, tagliando i ritardi abituali. Non si parla più di mesi di attesa: oggi le fatture vengono saldate entro 30 giorni, come previsto dalla legge europea, e in sanità entro 60 giorni.
I numeri parlano chiaro: tra il 2019 e il 2023 i tempi medi di pagamento sono scesi da oltre 40 giorni a 33. Un ottimo risultato, se si pensa che nel 2013 le fatture presentate agli uffici pubblici ci mettevano in media 120-130 giorni prima di essere saldate.
Gli enti locali, per esempio, pagano in 26 giorni: erano 42 cinque anni prima. In sanità, dove le regole offrono 60 giorni, il contatore si ferma a 35. Ad oggi l’81% degli importi è stato pagato nei termini, condizione che nel 2019 riguardava solo il 69% delle somme.
Le conseguenze di una tale accelerata sono tangibili:
Le imprese coinvolte nei lavori per le amministrazioni possono finalmente contare su una macchina burocratica più efficiente e responsabile. Di conseguenza, i lavoratori che operano in appalto per la PA – edili, impiantisti, imprese di pulizie, ecc. – non dovranno più aspettare mesi per essere saldati.