Oltre 8.200 famiglie siciliane stanno ricevendo in queste ore il Reddito di Povertà, il nuovo sussidio economico pagato dalla Regione Sicilia attraverso la società finanziaria IRFIS.
Il contributo è stato erogato a partire dalla giornata del 7 luglio e rappresenta un aiuto aggiuntivo per i nuclei familiari in condizione di grave disagio economico.
Tra i beneficiari del Reddito di Povertà risultano in larga parte molte famiglie già titolari dell’Assegno di Inclusione.
Il sostegno regionale non era incompatibile con l’aiuto mensile erogato dall’INPS.
Le due misure si sono quindi potute integrare, rafforzando la protezione economica dei nuclei più fragili.
Dopo la cancellazione del Reddito di Cittadinanza (dal 1° gennaio 2024), in Sicilia è emersa con forza la necessità di colmare il vuoto assistenziale lasciato dal vecchio sussidio statale.
Migliaia di famiglie si sono ritrovate escluse da ogni forma di sostegno perchè l’Assegno di Inclusione non è stato in grado di coprire la medesima platea del Reddito di Cittadinanza. I cd. Occupabili, soggetti tra i 18 e i 59 anni, senza soggetti fragili nel nucleo, sono rimasti senza, in pochi casi sono transitati per il Supporto Formazione e Lavoro.
In questo contesto, la classe politica e amministrativa regionale ha avviato un confronto per individuare un’alternativa credibile.
Il risultato è stato il lancio del Reddito di Povertà, pensato come integrazione all’Assegno di Inclusione, ma accessibile anche a chi ne è privo oppure percepisce altre forme di sostegno come la NASpI o la Disoccupazione Agricola.
Il Reddito di Povertà è stato finanziato con risorse regionali, gestite da IRFIS, ed è stato pensato per essere aggiuntivo rispetto agli strumenti nazionali.
Non sostituisce l’ADI, ma lo rafforza in termini di sostegno complessivo.
L’obiettivo è evitare che le famiglie siciliane in condizioni di marginalità restino senza alcun aiuto mensile.