Buoni Pasto: Richiesta di Aumento a 10€ per Tutti

Buoni pasto, il valore è troppo basso per coprire davvero la pausa pranzo. Con i prezzo in costante aumento e il valore dei ticket fermo da tempo a 8 euro, sempre più lavoratori si trovano a dover integrare di tasca propria.

Per questo motivo, imprese e associazioni chiedono al Governo una svolta: alzare la soglia di esenzione fiscale per tornare a rendere davvero utile questo strumento.

Cosa sono i buoni pasto e chi ne beneficia

I buoni pasto sono strumenti sostitutivi della mensa, emessi in formato cartaceo o elettronico dal datore di lavoro.

I dipendenti – anche part-time, a turni o in smart working – possono utilizzarli presso bar, ristoranti o negozi convenzionati. Si contano circa 3,5 milioni di beneficiari. Ne hanno diritto anche coloro che lavorano di notte: lo ha stabilito il Tribunale di Roma in una recente sentenza a favore del personale sanitario.

I vantaggi fiscali sono notevoli: i buoni elettronici fino a 8 euro al giorno e quelli cartacei fino a 4 euro sono esenti da tasse sia per il lavoratore sia per l’azienda. Ciò significa che fino a tali soglie non concorrono alla formazione del reddito da lavoro.

Perché l’attuale soglia non copre più la pausa pranzo

L’inflazione ha fatto impennare i prezzi dei pasti: oggi un pranzo medio costa circa 12,50 euro. I buoni attuali coprono solo una parte del costo reale:

  • Solo il 9% dei buoni copre interamente il pasto.
  • Nel 48% dei casi coprono tra il 50% e l’80%.
  • Nel 18% dei casi i buoni pasto coprono meno della metà del costo del pranzo.

Il risultato? I lavoratori devono integrare con soldi propri, sminuendo l’efficacia dello strumento.

Per tale motivo, aziende, associazioni come Anseb e società emittenti propongono di innalzare il limite esentasse da 8 a 10 euro.

Buoni pasto, i vantaggi di aumentare l’esenzione a 10 euro

Portare a 10 euro la soglia di buoni pasto esentasse, spiegano le aziende del settore, rafforzerebbe il potere d’acquisto dei dipendenti.

Ma non solo: stimolerebbe i consumi (gli operatori stimano un aumento pari a circa 1 miliardo di euro), supporterebbe la ristorazione e creerebbe fino a 14.000 nuovi posti di lavoro. Senza contare il grande contributo alla lotta all’evasione fiscale, visto che i ticket sono tracciabili.

Un innalzamento a 10 euro del limite esentasse produrrebbe quindi effetti positivi su più fronti.