Nella retribuzione di giugno 2025 i lavoratori inquadrati nel CCNL Confimi Meccanica non hanno ricevuto l’aumento dell’1,3% previsto dalla clausola di salvaguardia IPCA NEI.
Un’anomalia rispetto a quanto avvenuto in tutti gli altri contratti del comparto industriale metalmeccanico, dove l’incremento è già stato riconosciuto con decorrenza giugno.
L’aumento dell’1,3% è legato all’adeguamento automatico dei minimi tabellari all’inflazione calcolata secondo l’indice IPCA depurato dai beni energetici importati (IPCA-NEI).
Questa clausola è presente in tutti i contratti nazionali dei metalmeccanici dell’industria (Federmeccanica, Unionmeccanica Confapi, Confimi, cooperative).
Solo il contratto dell’artigianato non prevede l’adeguamento a giugno: in quel caso, gli aumenti arrivano a luglio.
Nel caso del contratto Confimi Meccanica, l’accordo per aggiornare i minimi non è stato firmato entro giugno. Ecco il motivo della mancata applicazione dei nuovi aumenti da parte delle imprese che fanno riferimento a questo contratto collettivo.
E’ notizia di pochi giorni fa che Confimi, su richiesta di Fim e Uilm, ha predisposto il testo per l’aumento dell’1,3%, ma non ha proceduto alla firma dell’intesa, bloccando di fatto l’erogazione nei cedolini.
Alla base dello stallo, ci sono tensioni tra le parti: Fim e Uilm non hanno mai condiviso la scelta di Confimi di firmare nel 2024 un nuovo contratto “multisettore” con Confsal, alternativa sindacale non confederale.
Questo ha peggiorato le relazioni industriali, già fragili, con le sigle storiche del comparto.
Il CCNL Confimi Meccanica, firmato da Fim Cisl e Uilm Uil (ma non da Fiom Cgil), è scaduto da tempo ed è in attesa di rinnovo.
La mancata firma dell’accordo economico sugli aumenti all’IPCA si inserisce in questo contesto di incertezza e difficoltà negoziale.
Fim ha già sottoscritto il testo dell’accordo sull’adeguamento economico, ma la Uilm non ha ancora firmato.
Confimi ha comunicato l’intenzione di procedere alla firma dell’intesa a luglio, applicando:
Ecco le nuove tabelle dei minimi adeguato all’IPCA NEI resi noti da un comunicato di Fim Cisl:
L’accordo prevede anche l’aumento dell’1,3% per:
Ma, finché non arriva la firma Uilm, tutto resta sospeso.