Assegno di Inclusione: Niente Bonus 500€ se il Rinnovo Non Viene Accettato

Arriva una nuova stretta per i beneficiari dell’Assegno di Inclusione. Un emendamento al Decreto Fiscale 2025 chiarisce infatti che il contributo straordinario previsto nel periodo di sospensione tra un rinnovo e l’altro sarà riconosciuto solo se la domanda di rinnovo viene accolta.

Una modifica che potrebbe escludere automaticamente migliaia di famiglie da un sostegno economico atteso, proprio nei mesi di maggiore incertezza.

Cos’è il contributo straordinario legato all’Assegno di Inclusione

Il contributo straordinario è un sostegno economico una tantum pensato per coprire il mese di sospensione tra la fine di un periodo di fruizione dell’Assegno di Inclusione e l’eventuale rinnovo.

Si tratta di una misura tampone, introdotta per evitare che le famiglie restino senza alcuna entrata tra la scadenza e la nuova erogazione. Il suo importo medio dovrebbe aggirarsi sui 460 euro.

Fino ad oggi, il meccanismo non prevedeva una condizione vincolante. Ma ora, con l’emendamento approvato si aggiunge un paletto preciso: il bonus verrà riconosciuto solo a chi avrà effettivamente diritto al rinnovo.

Lo si legge nel comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 133:

Cosa cambia con l’emendamento al Decreto Fiscale 2025

Con la modifica normativa introdotta nel Decreto Fiscale 2025, il contributo straordinario non sarà più automatico per tutti i richiedenti. Il testo stabilisce infatti che l’importo potrà essere erogato solo nel caso in cui INPS conceda il rinnovo dell’Assegno di Inclusione.

In altre parole, chi fa richiesta di rinnovo ma non soddisfa più i requisiti, non riceverà né l’AdI né il contributo straordinario durante il mese di sospensione.

Le famiglie più a rischio sono quelle che rispetto a quando hanno presentato domanda di Assegno di Inclusione per la prima volta hanno visto cambiare la propria situazione reddituale e patrimoniale. Anche piccoli scostamenti nei valori ISEE o nella composizione del nucleo familiare possono determinare l’esclusione dal beneficio. Con la nuova regola, a queste famiglie non spetterà neanche il contributo-ponte tra i due periodi.

Il timore è che questa norma possa aggravare la condizione economica di migliaia di famiglie che, anche per ritardi burocratici o errori formali, rischiano di restare completamente senza sostegno economico.