Bonus per Chi Rimanda la Pensione: Pagamento in Busta Paga Dopo l’Estate

Chi ha maturato i requisiti per la pensione anticipata e decide di continuare a lavorare può ricevere un bonus in busta paga anziché andare in pensione.

L’incentivo, cosiddetto “Bonus Giorgetti” (che raccoglie l’eredità del Bonus Maroni) e ufficializzato nella circolare INPS n. 102 del 16 giugno 2025, è destinato a lavoratori dipendenti che posticipano l’uscita dal mondo del lavoro.

Vediamo quando sarà pagato esattamente.

I requisiti per avere l’aumento in busta paga

Il bonus consiste in un aumento in busta paga pari alla quota dei contributi dovuti all’INPS che il lavoratore non versa più: il 9,19% della retribuzione imponibile per i dipendenti privati e l’8,89% per i dipendenti della pubblica amministrazione. Si tratta dunque di un esonero contributivo.

Spetta a:

  • i lavoratori dipendenti iscritti all’AGO o gestioni sostitutive;
  • che maturano entro il 31 dicembre 2025 i requisiti per pensione anticipata ordinaria (42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne) o flessibile (Quota 103);
  • che sottoscrivono l’opzione rinunciando alla pensione anticipata per continuare a lavorare;
  • che non siano titolari di pensione diretta, a eccezione dell’assegno ordinario di invalidità.

Si stimano circa 7 mila potenziali beneficiari del bonus che, rispetto all’anno scorso, sarà esentasse. La somma, quindi, arriva netta in busta paga.

Il bonus può essere ottenuto una sola volta e termina se il lavoratore raggiunge la pensione di vecchiaia, ottiene una pensione diretta, oppure revoca la rinuncia contributiva.

Decorrenza del bonus Giorgetti

Per ottenere il bonus bisogna presentare domanda online all’INPS, che procede alla verifica dei requisiti e comunica l’esito dei controlli entro 30 giorni. 

In merito alla decorrenza, la circolare INPS precisa che l’erogazione del bonus è correlata al momento della domanda: 

  • se la si presenta in data anteriore alla prima decorrenza utile per pensione “quota 103” o “anticipata ordinaria”, l’effetto decorrerà dalla prima finestra utile per il pensionamento;
  • se invece la si presenta in data contestuale o successiva alla prima decorrenza utile, l’effetto decorrerà dal primo giorno del mese successivo a quello della domanda.

Alla luce di ciò, scrive Il Messaggero di mercoledì 16 luglio “il bonus farà capolino nei cedolini dei beneficiari dopo l’estate: a settembre riceveranno l’aumento i dipendenti del privato, mentre gli statali dovranno aspettare fino a novembre“.

Come specifica la circolare, inoltre, con riferimento ai requisiti maturati nell’anno 2025, per i dipendenti privati e autonomi la decorrenza della pensione non può essere anteriore al 1° settembre 2025. Per gli statali, invece:

  • non può essere anteriore al 2 ottobre 2025, laddove il trattamento pensionistico sia liquidato a carico della Gestione esclusiva dell’AGO,
  • o al 1° novembre 2025, qualora il trattamento pensionistico sia liquidato a carico di una Gestione diversa da quella esclusiva dell’AGO.