Nel gennaio 2024 TuttoLavoro24.it pubblicava la notizia dell’uscita della sentenza n. 4/ dell’11/1/2024 dell Corte Costituzionale, che – di fatto – riconosceva ai dipendenti pubblici, 34 anni di arretrati. A distanza di un anno, è arrivata la prima sentenza del Tribunale di Napoli che ha riconosciuto il diritto agli arretrati da parte di un ricorrente.
Un caso emblematica è la sentenza n. 461/2025, emessa il 31 gennaio 2025 dal Tribunale di Napoli. Anche in questa decisione:
Questa sentenza conferma che, anche dopo la Corte Costituzionale, il blocco anticipato al 1990 è un errore da sanare in sede giudiziaria, e fornisce un metodo concreto per calcolare e ottenere gli arretrati.
Il contratto del 1990, l’ultimo prima della privatizzazione del rapporto di lavoro, ribadì il blocco dell’anzianità per i dipendenti pubblici, ma riconobbe una maggiorazione della R.I.A. (Retribuzione Individuale di Anzianità) per chi aveva maturato anzianità entro il 31 dicembre 1990.
Questa maggiorazione, però, non è mai stata adeguatamente applicata per chi maturava l’anzianità successivamente a tale data, lasciando migliaia di dipendenti pubblici in attesa di quanto loro spettava di diritto. La sentenza della Corte Costituzionale ha riaperto il caso, riconoscendo il diritto dei dipendenti pubblici a vedersi riconosciuti questi importi arretrati, che oggi ammontano in media a oltre 8.000 euro lordi pro capite.
Ecco gli importi tabellari, in lire, della Maggiorazione della Retribuzione Individuale di Anzianità: