Scatta il rinnovo del contratto per i dirigenti bancari e porta con sé un aumento fino a 20.000 euro lordi annui. Un accordo storico, firmato lo scorso 15 luglio e che interessa circa 6.500 dirigenti del settore del credito.
A siglarlo sono stati l’Abi (Associazione Bancaria Italiana) e le principali sigle sindacali di categoria: Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin. Rimarrà in vigore fino al 31 luglio 2028.
L’intesa aggiorna dopo anni di attesa i minimi retributivi e introduce importanti novità su welfare, formazione e orario di lavoro. Vediamo tutti i dettagli.
L’accordo sul rinnovo del contratto dei dirigenti arriva dopo la sigla del testo coordinato del contratto dei dipendenti bancari, giunta il 14 luglio.
L’elemento centrale dell’accordo è l’aumento dello stipendio minimo lordo annuo, che passa da 65.000 a 85.000 euro, con un incremento di 20.000 euro (+31%).
L’erogazione sarà scaglionata in due fasi:
Come spiega una nota della Fabi, l’intesa aggiorna i livelli retributivi dopo anni di attesa e tiene conto dei profondi mutamenti che hanno interessato l’organizzazione del lavoro, la responsabilità gestionale e le pressioni a cui è sottoposta questa fascia professionale.
Oltre all’aumento salariale, il nuovo CCNL dei dirigenti bancari prevede:
I firmatari dell’accordo hanno sottolineato che l’aumento risponde a cambiamenti profondi nel ruolo dei dirigenti bancari, come ad esempio:
«Oggi portiamo a casa un risultato altrettanto significativo per i dirigenti bancari. Parliamo di professionalità decisive per il funzionamento del sistema del credito, spesso alle prese con carichi di lavoro enormi, livelli di stress elevati e aspettative crescenti da parte dei vertici aziendali. Il settore bancario sta attraversando una fase di cambiamento epocale, segnata da profonde innovazioni tecnologiche e dal riassetto degli equilibri interni al sistema bancario, nell’ambito del cosiddetto risiko, ragion per cui il ruolo dei dirigenti è ancora più strategico: contribuiscono a garantire continuità operativa, tenuta organizzativa e attuazione delle trasformazioni nei territori e nelle strutture aziendali. È giusto che tutto ciò venga riconosciuto anche sotto il profilo retributivo» ha sottolineato il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni.