Negli ultimi mesi, in tutta Italia, molti infermieri e personale amministrativo hanno avviato ricorsi per il mancato riconoscimento dei buoni pasto. In diverse aziende sanitarie, i giudici del lavoro hanno dato ragione ai dipendenti. Il principio è chiaro: il diritto ai buoni pasto non può essere negato, soprattutto nei casi in cui il contratto collettivo lo preveda.
Anche in Abruzzo si è seguito lo stesso percorso. Dopo numerosi contenziosi, la ASL Lanciano-Vasto-Chieti sta ora procedendo ai pagamenti. Nei prossimi giorni saranno distribuite 108 tessere buoni pasto ai lavoratori che hanno firmato le conciliazioni giudiziarie fino a oggi. Si tratta di un passo importante verso la chiusura del contenzioso.
Situazioni simili si registrano in altre regioni.
Il problema, dunque, non è circoscritto ma diffuso a livello nazionale, con lavoratori che rivendicano un diritto contrattuale non riconosciuto per anni.
Il risultato abruzzese è stato possibile grazie all’impegno delle organizzazioni sindacali NURSING-UP e FSI-USAE, rappresentate da Patrizia Bianchi e Raffaello Villani, e all’attività dell’avvocato Luca Damiano del foro di Vasto. Quest’ultimo ha curato le pratiche conciliative davanti al giudice, con il supporto dei sindacati.
Le prossime udienze sono già programmate per settembre, ottobre e novembre. L’obiettivo è chiaro: chiudere tutte le posizioni pendenti entro la fine dell’anno. Le sigle sindacali auspicano che dal 2026 l’erogazione dei buoni pasto avvenga in modo automatico e regolare, senza nuovi ricorsi.
I sindacati restano disponibili anche per le conciliazioni in sede sindacale protetta, ma segnalano qualche incertezza sui tempi, poiché manca un calendario ufficiale delle convocazioni da parte delle ASL.