Bonus da 7.000€ per gli Statali Che Rinviano la Pensione. Direttamente in Busta Paga

Il governo ha introdotto il Bonus Giorgetti, un incentivo economico rivolto anche ai dipendenti pubblici che, pur avendo maturato i requisiti per la pensione, scelgono di proseguire nel proprio incarico.

Tramite questo meccanismo, circa il 9,19% dello stipendio lordo – normalmente destinato ai contributi previdenziali – rimane in busta paga come somma aggiuntiva esentasse, incrementando così l’importo netto mensile. Va però preso in considerazione anche l’altro lato della medaglia.

Cos’è il Bonus Giorgetti e a chi spetta

Il Bonus Giorgetti raccoglie l’eredità del Bonus Maroni. Si applica ai lavoratori pubblici che hanno già maturato entro la fine del 2025 i requisiti per la pensione anticipata ordinaria (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne) o per la quota 103 (62 anni di età e 41 anni di contributi). Spetta a chi, tra loro, decide di continuare a lavorare.

Grazie a un decreto legislativo del 14 luglio 2025, il bonus è stato ufficialmente esteso anche a chi lavora nelle gestioni previdenziali esclusive, come avviene per i dipendenti della Pubblica Amministrazione.

Inoltre, con riferimento ai requisiti maturati nell’anno 2025, la circolare INPS n. 102 del 16 giugno 2025 specifica che la decorrenza della pensione:

  • non può essere anteriore al 2 ottobre 2025, laddove il trattamento pensionistico sia liquidato a carico della Gestione esclusiva dell’AGO,
  • o al 1° novembre 2025, qualora il trattamento pensionistico sia liquidato a carico di una Gestione diversa da quella esclusiva dell’AGO.

Il meccanismo per ottenerlo

Chi sceglie di posticipare l’uscita riceverà in busta paga la quota IVS a proprio carico (pari al 9,19% della retribuzione lorda), non versata all’INPS ma aggiunta allo stipendio come incentivo, e esente da imposte Questa rappresenta la vera novità rispetto all’anno scorso.

Il meccanismo funziona così:

  1. Il lavoratore comunica all’INPS la volontà di rinviare la pensione.
  2. Entro 30 giorni, l’INPS verifica i requisiti (età, contributi) e notifica il datore di lavoro.
  3. Il datore sospende la trattenuta contributiva IVS e inserisce il bonus direttamente nel cedolino mensile.

Per i dipendenti pubblici, l’aumento dovrebbe comparire in busta paga a partire da novembre 2025, dopo la tradizionale “finestra mobile” di 9 mesi dalla maturazione dei requisiti.

Col Bonus Giorgetti cala l’importo della pensione

Il guadagno extra in busta paga può arrivare fino a 6.900 euro l’anno per chi sceglie di restare al lavoro rinunciando, almeno temporaneamente, alla pensione anticipata e attendendo il compimento dei 67 anni. A stimarlo è l’Ufficio parlamentare di bilancio, che ha calcolato un incremento mensile pari al 9,19% della retribuzione imponibile, erogato direttamente in busta paga.

Attenzione però: una volta superati i 67 anni, il bonus non si applica più. In quel caso, chi continua a lavorare ha diritto invece a una maggiorazione dell’importo pensionistico, riconosciuta al momento dell’uscita definitiva dal lavoro.

C’è anche il risvolto della medaglia. Se il lavoratore sceglie di ricevere il bonus Giorgetti in busta paga, su quell’importo non vengono applicati contributi previdenziali. Il vantaggio è un aumento netto dello stipendio, ma la pensione futura sarà leggermente più bassa, poiché una parte dei contributi non viene versata.