Ad inizio luglio l’INPS ha effettuato il ricalcolo degli importi dell’Assegno Unico, con l’erogazione dei conguagli per famiglie con figli a carico.
Si tratta di somme a credito o a debito, legate a modifiche tardive dell’ISEE, variazioni nel nucleo familiare o maggiorazioni non considerate nei mesi precedenti. Vediamo meglio.
L’Assegno Unico spetta a famiglie con figli a carico fino a 21 anni, oppure disabili senza limiti di età. Il contributo è accessibile con o senza ISEE: presentando l’ISEE si ottiene un importo in linea con la propria condizione economica, diversamente viene riconosciuto l’importo minimo previsto.
I fattori che influiscono sull’importo in pagamento sono molteplici: l’ISEE, il numero di figli a carico, la loro condizione psico-fisica e la loro età, l’età della madre se inferiore a 21 anni, la condizione lavorativa dei genitori ecc.
In base a tutte queste variabili, l’INPS stabilisce l’importo da erogare mensilmente. Nel tempo però tali fattori possono cambiare: l’ISEE può aumentare o diminuire, i figli crescono, un genitore perde o trova un lavoro, ecc. Di conseguenza, l’importo dell’Assegno Unico va ricalcolato.
L’INPS procede ai conguagli quando emergono situazioni che alterano le somme già erogate. I principali motivi sono:
Nascita di un figlio, modifiche della composizione familiare o ricalcolo dell’ISEE tardivo spingono a ricalcolare gli importi spettanti.
Se spettano maggiorazioni (per es. per figli piccoli, disabilità, genitori lavoratori), ma non inserite tempestivamente, vengono recuperate con conguaglio.
L’ISEE presentato dopo la scadenza (scadenza iniziale 28 febbraio, scadenza ultima 30 giugno) comporta l’erogazione del minimo finché non arriva il nuovo valore. Poi l’INPS ricalcola e versa gli arretrati.
In tutte queste situazioni, come visto, l’INPS è obbligato a ricalcolare gli importi, erogando la differenza a conguaglio. Ecco un esempio:
I conguagli possono essere di due tipi: a credito o a debito.
I conguagli a credito sono importi spettanti, ma non ancora pagati. L’INPS li accredita di solito in un’unica soluzione nella rata mensile, come può accadere nel pagamento di luglio.
I conguagli a debito, invece, riguardano somme erogate in eccesso. In questo caso l’INPS recupera l’importo decurtando fino al 20% dell’assegno mensile, suddividendolo in rate fino all’estinzione del debito.
Con l’Assegno Unico di luglio, quindi, il cittadino potrà scoprire se l’importo sarà integrato con eventuali conguagli a credito o diminuito per via di quelli a debito. L’utente può consultare il dettaglio delle competenze accedendo online al sito dell’INPS con SPID, CIE o CNS.