Assegno Unico, Arrivano i Conguagli di Luglio: l’Importo può Calare del 20%

Ad inizio luglio l’INPS ha effettuato il ricalcolo degli importi dell’Assegno Unico, con l’erogazione dei conguagli per famiglie con figli a carico.

Si tratta di somme a credito o a debito, legate a modifiche tardive dell’ISEE, variazioni nel nucleo familiare o maggiorazioni non considerate nei mesi precedenti. Vediamo meglio.

Chi ha diritto all’Assegno Unico

L’Assegno Unico spetta a famiglie con figli a carico fino a 21 anni, oppure disabili senza limiti di età. Il contributo è accessibile con o senza ISEE: presentando l’ISEE si ottiene un importo in linea con la propria condizione economica, diversamente viene riconosciuto l’importo minimo previsto.

Perché arrivano i conguagli: i casi principali

I fattori che influiscono sull’importo in pagamento sono molteplici: l’ISEE, il numero di figli a carico, la loro condizione psico-fisica e la loro età, l’età della madre se inferiore a 21 anni, la condizione lavorativa dei genitori ecc.

In base a tutte queste variabili, l’INPS stabilisce l’importo da erogare mensilmente. Nel tempo però tali fattori possono cambiare: l’ISEE può aumentare o diminuire, i figli crescono, un genitore perde o trova un lavoro, ecc. Di conseguenza, l’importo dell’Assegno Unico va ricalcolato.

L’INPS procede ai conguagli quando emergono situazioni che alterano le somme già erogate. I principali motivi sono:

  • Variazioni nel nucleo familiare rilevate in ritardo

Nascita di un figlio, modifiche della composizione familiare o ricalcolo dell’ISEE tardivo spingono a ricalcolare gli importi spettanti.

  • Maggiorazioni non considerate subito

Se spettano maggiorazioni (per es. per figli piccoli, disabilità, genitori lavoratori), ma non inserite tempestivamente, vengono recuperate con conguaglio.

  • ISEE aggiornato dopo scadenza

L’ISEE presentato dopo la scadenza (scadenza iniziale 28 febbraio, scadenza ultima 30 giugno) comporta l’erogazione del minimo finché non arriva il nuovo valore. Poi l’INPS ricalcola e versa gli arretrati.

In tutte queste situazioni, come visto, l’INPS è obbligato a ricalcolare gli importi, erogando la differenza a conguaglio. Ecco un esempio:

Conguaglio a credito e a debito: cosa cambia

I conguagli possono essere di due tipi: a credito o a debito.

I conguagli a credito sono importi spettanti, ma non ancora pagati. L’INPS li accredita di solito in un’unica soluzione nella rata mensile, come può accadere nel pagamento di luglio.

I conguagli a debito, invece, riguardano somme erogate in eccesso. In questo caso l’INPS recupera l’importo decurtando fino al 20% dell’assegno mensile, suddividendolo in rate fino all’estinzione del debito.

Con l’Assegno Unico di luglio, quindi, il cittadino potrà scoprire se l’importo sarà integrato con eventuali conguagli a credito o diminuito per via di quelli a debito. L’utente può consultare il dettaglio delle competenze accedendo online al sito dell’INPS con SPID, CIE o CNS.