Aumento da 100€ nella Busta Paga di Luglio 2025. Ecco i Lavoratori Beneficiari

Cambiano le buste paga di luglio per il personale dipendente di aziende che svolgono attività di noleggio bus, gran turismo e altri servizi di trasporto. Le novità derivano dall’accordo di rinnovo del ccnl di settore sottoscritto il 23 maggio 2025.

Rinnovo CCNL Noleggio Autobus con conducente 2025

Il rinnovo del CCNL Noleggio Autobus con Conducente porta novità importanti per retribuzioni, una tantum, aumenti e indennità. L’accordo prevede decorrenza dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026 e introduce misure per adeguare i salari al costo della vita. Le novità principali riguardano:

  • una tantum fino a 600 euro;
  • aumenti retributivi tabellari fino a 200 euro;
  • nuovo EDR 2025;
  • indennità integrativa fino a 40 euro.

Una Tantum e Decorrenza Contratto

Il contratto copre il periodo 2024-2026. Prevista un’indennità una tantum di 600 euro per il livello C2, riparametrata secondo la scala parametrale. Sarà pagata in due tranche, a giugno 2025 e gennaio 2026.

Gli aumenti in busta paga da luglio 2025

Gli aumenti complessivi sono di 200 euro mensili lordi per il livello C2, da riparametrare. L’erogazione è divisa in due fasi:

  • luglio 2025: 60 euro di incremento tabellare + 40 euro di EDR;
  • agosto 2026: ulteriori 100 euro tabellari.

Novità di luglio 2025: 100 euro in più

Dal mese di luglio 2025 i lavoratori vedranno una crescita immediata in busta paga.

Il contratto prevede un aumento di 60 euro tabellari più l’introduzione del nuovo Elemento Distinto della Retribuzione (EDR 2025) pari a 40 euro mensili, per un totale di 100 euro in più al livello C2. L’EDR è erogato per 14 mensilità, entra nella retribuzione base e incide su tutti gli istituti di legge e di contratto, ma non è utile ai fini del TFR né della contribuzione al Fondo Priamo.

Ecco gli aumenti retributivi per tutti i livelli di inquadramento:

Indennità Integrativa e Permessi

Dal 2026 si aggiunge una indennità integrativa di 40 euro mensili per accordi sugli orari di lavoro. In alternativa, le aziende possono erogare 20 euro mensili convertibili in due giorni di permesso retribuito.