Statali, rinviati al 2026 gli Aumenti da 158 Euro per 480mila Dipendenti

Nulla di fatto per il rinnovo del contratto per gli statali dipendenti degli Enti Locali. Durante la riunione del 21 luglio in ARAN si è consumata un’altra rottura e questa volta i tempi potrebbero seriamente allungarsi. Fino a far slittare l’accordo al 2026.

Aumenti fino a 158 euro per gli statali degli enti locali: cosa prevede la nuova bozza

La trattativa per il rinnovo del CCNL degli Enti locali è aperta da maggio 2024. L’ultima proposta prevede incrementi lordi mensili così suddivisi:

  • 158,48 euro per l’area dei funzionari e delle elevate qualificazioni (contro i 144 euro proposti in partenza);
  • 145,50 euro per gli istruttori;
  • 129,17 euro per gli operatori esperti;
  • 122,48 euro per gli operatori semplici (nella precedente bozza di contratto erano indicati 113 euro).

In questo modo la nuova retribuzione tabellare annua salirebbe al netto della tredicesima fino a questi importi:

  • 25.114 euro per i funzionari e le elevate qualificazioni,
  • 23.138 euro per gli istruttori,
  • 20.583 euro per gli operatori esperti,
  • 19.753 euro per quelli semplici.

Per tentare di portare alla firma i sindacati più ostici l’ARAN aver rivisto la proposta, con aumenti maggiori di 14,37 euro al mese per i funzionari e di quasi 9 euro per gli operatori semplici rispetto a quelli previsti nella bozza precedente.

CGIL e UIL: “Offerta insufficiente”

Gli sforzi dell’ARAN non sono serviti a far cambiare idea a Fp Cgil e Uil Fp che durante la riunione hanno sottolineato come le risorse stanziate dal Governo continuino ad essere insufficienti.

“Quattordici euro (lordi!) sono anni luce lontani dalla possibilità di far superare i gap salariali, nè rilanciano la valorizzazione”, si legge nel comunicato di Fp Cgil. Il problema dei salari bassi tra i dipendenti degli enti locali è reale e noto a tutti, come è nota la forte fuga da questo comparto verso settori della PA più remunerativi, come le Funzioni Centrali.

Le due sigle sindacali denunciano che gli aumenti medi proposti per gli statali degli enti Locali siano inferiori rispetto all’inflazione registrata. L’aumento, infatti, si attesta mediamente sul 6‑7% a fronte di un’inflazione pari a circa il 18% dal 2021.

“Chi oggi dice no – si legge in un comunicato di Cisl Fp – si assume la responsabilità di bloccare aumenti, arretrati, nuove tutele e progressioni. Ma anche di impedire l’avvio immediato della nuova stagione contrattuale 2025–2027, che ha già risorse stanziate in legge di bilancio. Continuare a rinviare senza un’alternativa concreta significa solo penalizzare lavoratrici e lavoratori. E non c’è nulla di sindacale nel lasciare le persone senza contratto e senza prospettive per un tempo indefinito”.

Rinvio al 2026: ipotesi concreta

Il rinvio al 2026 delle erogazioni economiche per il rinnovo 2022-2024 è molto concreto, visto che in autunno, anche in caso di cambio di rotta da parte dei due sindacati, che insieme rappresentano il 50%+1 dei lavoratori, comunque si andrà lunghi per effetto dei tempi burocratici.

A sottolinearlo è proprio Cisl Fp secondo cui l’esito della riunione di ieri porta, nei fatti, a “spostare al 2026 l’erogazione degli arretrati e degli aumenti contrattuali. Infatti, l’unico incontro attualmente fissato è a settembre e, anche ipotizzando una firma in quel momento, occorreranno comunque diversi mesi per le verifiche tecniche e la certificazione della Corte dei Conti. Con questo rinvio, le lavoratrici e i lavoratori degli enti locali restano ancora una volta senza risposte”