Firmato ieri nel tardo pomeriggio l’accordo sugli aumenti retributivi per i lavoratori metalmeccanici delle PMI. La novità riguarda 450 mila addetti che riceveranno incrementi complessivi pari a 100 euro sul 5° livello, corrispondenti a un +4,33% in due anni.
Fino a pochi giorni fa le parti erano distanti, anche se di poco. Unionmeccanica proponeva 95 euro, i sindacati chiedevano 105. La trattativa è stata serrata e si è chiusa con un accordo inaspettato: 100 euro complessivi, più della previsione IPCA. Un risultato che tutela i salari in un contesto inflattivo.
Dal 1° settembre 2025 i lavoratori di 5° livello riceveranno 22,10 euro in busta paga, che si sommano all’aumento di 27,90 euro riconosciuto a giugno 2025. Per arrivare a 50 euro complessivo, superando il solo aumento previsto dall’IPCA NEI.
Nel giugno 2026 scatterà l’ultimo incremento di 50 euro.
Ecco l’infografica diffusa da Fiom-Cgil nelle scorse ore:
Nell’accordo è confermata la clausola di salvaguardia: se nel 2025 l’inflazione IPCA-NEI supererà i 50 euro contrattati, scatterà il recupero automatico. Una tutela fondamentale per il potere d’acquisto delle famiglie. Una conquista a tutti gli effetti per le organizzazioni sindacali e i lavoratori, che a colpi di scioperi hanno fatto cambiare idea agli Industriali.
«È un buon accordo che aumenta il salario di 450 mila lavoratori metalmeccanici delle PMI», dichiarano Ferdinando Uliano, Segretario Generale Fim Cisl, e Massimiliano Nobis, Segretario Nazionale Fim Cisl.
Il negoziato ha introdotto una modalità innovativa e, con coerenza e responsabilità, ha garantito una risposta salariale positiva per il biennio. Resta da definire l’aumento economico per il periodo successivo al 2026.
A settembre riprenderanno i confronti per le altre richieste sindacali, normative e non, contenute nella piattaforma sindacale di rinnovo del CCNL Unionmeccanica. L’obiettivo è dare continuità al dialogo su tutti i temi aperti. Obiettivo che, secondo quanto si apprende dal sindacato, è stato conquistato.