Con l’estate ormai avviata, migliaia di docenti con contratto terminato il 30 giugno fanno conto sulla NASpI per affrontare il periodo senza stipendio.
Quest’anno, però, la piattaforma SIISL ha registrato rallentamenti e malfunzionamenti che stanno bloccando la presentazione delle domande, lasciando molti insegnanti nel timore di non ricevere l’indennità di disoccupazione a luglio. Per fortuna INPS ha fatto sapere che i pagamenti non sono compromessi.
La NASpI spetta a chi può far valere i seguenti requisiti:
Molti docenti con contratto scaduto, quindi, possono rientrare tra i beneficiari della NASpI durante i mesi estivi (luglio e agosto).
La normativa prevede che la domanda per la NASpI venga presentata entro 68 giorni dal termine del contratto. Ma per beneficiare dell’indennità sin dall’ottavo giorno successivo, l’invio deve avvenire entro i primi 8 giorni di luglio (qualora il contratto fosse scaduto il 30 giugno). In caso contrario, l’erogazione slitta, con conseguente ritardo nell’accredito del primo assegno.
Quindi, se la piattaforma rallenta o rimane inaccessibile, l’uscita della rata di luglio rischia di essere posticipata, generando difficoltà economiche per chi conta su quei fondi.
Sono molte le testimonianze di docenti che lamentano un malfunzionamento della piattaforma digitale SIISL (Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa), gestita da INPS e realizzata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
La nuova procedura prevede infatti che i beneficiari della NASpI ricevano un SMS con l’invito ad accedere alla piattaforma SIISL entro 15 giorni, per confermare il diritto all’indennità. L’accesso richiede l’utilizzo dell’identità digitale e la firma di un documento in cui si dichiara la propria disponibilità al lavoro e alla collaborazione con il centro per l’impiego.
Tale meccanismo nasce per semplificare l’accesso all’indennità e per evitare lunghe code agli uffici INPS. Accedendo alla piattaforma, infatti, i docenti con contratto scaduto possono compilare il curriculum e attivare il Patto Digitale direttamente da casa propria.
Tuttavia, recenti disservizi hanno portato a un rallentamento, con l’impossibilità di terminare correttamente la procedura di riconoscimento della NASpI. Molti richiedenti, per esempio, lamentano l’impossibilità di inviare la Dichiarazione di Immediata Disponibilità:
Dopo numerose segnalazioni, lo scorso 22 luglio l’INPS è intervenuto specificando che “eventuali malfunzionamenti nella compilazione del curriculum vitae e del Patto di attivazione digitale non influenzano l’istruttoria pagamenti delle indennità da parte di INPS, a condizione che siano soddisfatti i requisiti di legge“.
Se i requisiti suddetti sono rispettati, dunque, gli accrediti non sono a rischio. Inoltre, in caso di errori nella trasmissione del Patto di attivazione digitale, fa sapere l’Istituto Previdenziale, si raccomanda di verificare la congruità del Patto di Servizio Personalizzato presso il proprio Centro per l’Impiego. Ad esempio, qualora il Patto fosse valido ma non aggiornato, è opportuno intervenire per inserire la dichiarazione di immediata disponibilità (DID).
INPS conclude specificando che il mancato adempimento di tali obblighi non comporta sanzioni, né la sospensione o decadenza della NASpI. Solo in caso di mancata partecipazione agli interventi delle politiche attive proposti dai Centri per l’Impiego, infatti, l’indennità decade o viene sospesa.