Busta Paga Metalmeccanici: così l’Aumento di Luglio fa perdere il Bonus Fiscale

Per i lavoratori metalmeccanici del settore industria, il mese di luglio 2025 porta un aumento in busta paga legato all’adeguamento IPCA-NEI: si tratta dell’incremento del trattamento economico minimo (TEM), previsto dal contratto nazionale, che sale dell’1,3% a seguito dell’inflazione misurata già visto con il cedolino di giugno 2025 per i settori industriali.

Un miglioramento interessante che però potrebbe avere un effetto collaterale: chi si avvicina o supera le soglie reddituali previste per il taglio del cuneo fiscale, rischia di perdere in tutto o in parte il bonus fiscale spettante. Il primo effetto visibile può essere un abbassamento dell’importo netto del salario.

Gli effetti di questo superamento potranno essere visibili già a partire dalla busta paga di luglio, oppure a fine anno, in sede di conguaglio fiscale, quando il datore di lavoro calcolerà il reddito complessivo e ricalcolerà i benefici spettanti.

Vediamo nel dettaglio come funziona il meccanismo.

Bonus integrativo esentasse, come funziona

La prima fascia di vantaggi riguarda i lavoratori con redditi fino a 20.000 euro annui. A questi è riconosciuto un bonus integrativo esentasse, calcolato su base annua e non imponibile ai fini IRPEF:

  • 7,1% per redditi fino a 8.500 euro;
  • 5,3% tra 8.501 e 15.000 euro;
  • 4,8% tra 15.001 e 20.000 euro.

Questo bonus è riconosciuto direttamente in busta paga, a patto che il reddito del lavoratore non superi i 20.000 euro nel corso dell’anno. In caso contrario, il beneficio viene revocato o ridotto in sede di conguaglio a dicembre.

Per i redditi compresi tra 20.001 e 40.000 euro, il taglio del cuneo fiscale assume la forma di una detrazione IRPEF aggiuntiva. Anche qui il meccanismo è legato al reddito annuo:

  • 1.000 euro pieni se il reddito non supera i 32.000 euro;
  • Detrazione progressivamente decrescente tra 32.001 e 40.000 euro, fino ad azzerarsi.

Il problema si presenta per i lavoratori che, con l’aumento contrattuale superano la soglia dei 32.000 euro. In questi casi, la detrazione si riduce mese dopo mese o viene riassorbita a fine anno, riducendo di fatto il beneficio economico.

Quando si vede l’effetto: luglio o dicembre?

Per alcuni lavoratori, la riduzione della detrazione potrebbe essere visibile già nella busta paga di luglio, con una netta riduzione dell’importo netto rispetto al mese precedente, a parità di ore lavorate.

Per altri, soprattutto chi ha un reddito molto vicino alla soglia, gli effetti si vedranno solo a fine anno, in sede di conguaglio fiscale: il datore di lavoro calcolerà il reddito annuo lordo effettivo e provvederà a recuperare eventuali importi di detrazioni o bonus non più spettanti.

Come tutelarsi? Purtroppo c’è ben poco da fare: è l’effetto della legge

Per i lavoratori metalmeccanici che si trovano a ridosso delle soglie dei 32.000 euro o dei 20.000 euro, purtroppo c’è poco margine di manovra. L’attuale normativa non tiene conto delle variazioni economiche durante l’anno, come gli aumenti contrattuali, gli straordinari o i premi di risultato.

Il rischio è che il beneficio del taglio del cuneo fiscale venga prima applicato e poi revocato, generando conguagli fiscali amari a fine anno, quando il datore di lavoro dovrà ricalcolare quanto effettivamente spettava.

I sindacati da tempo chiedono di detassare gli aumenti contrattuali, proprio per evitare che i lavoratori perdano il vantaggio fiscale guadagnato grazie a un incremento legittimo della retribuzione.

L’unica strada percorribile, per ora, è quella di valutare con chi elabora i cedolini paga – spesso un consulente del lavoro o l’ufficio del personale – la non applicazione del bonus o della detrazione mensile, in modo da evitare un recupero forzoso a dicembre.

Una scelta prudenziale che permette almeno di non abituarsi a un netto più alto destinato a sparire o, peggio, a essere restituito.