Compensi FESI, più soldi ai livelli bassi, tagli per chi sta in alto: cosa succede adesso

Con l’arrivo del FESI 2024, il personale militare si trova di fronte a una novità sostanziale: è cambiato il meccanismo di calcolo.
La nuova formula, frutto di una trattativa tra l’Amministrazione e i sindacati, ha modificato il modo in cui vengono distribuiti i premi.
Il principio adottato è quello dell’equità: la differenza tra i livelli minimi e quelli più alti è stata ridotta dal 46% al 16%.
Il fondo non viene più distribuito in base a logiche puramente gerarchiche, ma secondo una valorizzazione più orizzontale del lavoro svolto.

FESI: Benefici concreti per i livelli medio-bassi

Secondo i primi dati diffusi, la maggioranza del personale ha ricevuto somme superiori rispetto al 2023.
I livelli retributivi medio-bassi sono quelli che hanno tratto il maggiore vantaggio.
Una scelta coerente con l’impianto del nuovo sistema, che punta a riconoscere il contributo diffuso e non solo apicale.
La distribuzione si è allineata al principio di solidarietà, ampliando il numero di beneficiari e riequilibrando la platea.

Penalizzazioni leggere per chi supera le 240 presenze

Diverso l’impatto per alcuni livelli superiori.
Chi nel 2023 ha maturato oltre 240 giornate di presenza ha ricevuto un FESI leggermente più basso.
Il motivo è tecnico: il nuovo sistema ha fissato un tetto massimo di 200 giornate utili per il premio.
Una scelta che ha permesso l’ingresso di nuove categorie, abbassando a 70 presenze la soglia di accesso e aprendo anche a chi ha una valutazione “superiore alla media”.

Tutelate le assenze legittime: 104, congedi, studio

Un punto centrale riguarda le assenze.
Il nuovo calcolo non penalizza chi ha fruito di istituti legittimi come la legge 104, il congedo parentale o i permessi studio.
Queste assenze rientrano nel tetto delle 110 giornate non penalizzanti previste per l’accesso al FESI base.
Una garanzia per chi, pur non avendo presenza piena, ha mantenuto un impegno costante e documentato nel servizio.