Dopo la pre-intesa siglata a luglio tra Unionmeccanica-Confapi e i sindacati, cresce l’attesa anche per i lavoratori metalmeccanici dell’industria a cui si applica il CCNL Federmeccanica-Assistal. I sindacati Fim, Fiom e Uilm hanno in programma di chiedere l’adeguamento pieno dei minimi contrattuali a 50 euro, a partire dalla busta paga di settembre anche per questi lavoratori.
Nel mese di giugno 2025 è stato riconosciuto un aumento retributivo applicato in base alla clausola di garanzia dei due CCNL:
Si tratta di un incremento automatico legato all’andamento dell’indice IPCA al netto degli energetici, come previsto nei contratti sottoscritti nel 2021. Tuttavia, alla ripresa del negoziato per il rinnovo del CCNL Federmeccanica-Assistal (a settembre) i sindacati chiederanno di completare l’adeguamento portando l’aumento a 50 euro mensili, rivedendo i minimi tabellari a partire da settembre. Insomma chiederanno che ai lavoratori dell’industria vengano riconosciuti nuovi aumenti, come già previsto per i dipendenti delle PMI (piccole medie imprese). Vediamo in cosa consistono.
A fine luglio 2025, Unionmeccanica Confapi ha firmato con Fim, Fiom e Uilm una pre-intesa economica sul biennio 2025-2026. L’accordo prevede due scatti salariali:
Una cifra ben superiore ai 27,90 euro dell’adeguamento IPCA, ottenuta grazie alla riapertura del negoziato e alle mobilitazioni sindacali.
Ecco la tabella
Per il CCNL industria, sono già state calendarizzate tre date a settembre per riaprire il confronto sul rinnovo economico. Fin dalla prima riunione, Fim, Fiom e Uilm porteranno sul tavolo la richiesta di adeguare i minimi contrattuali ai 50 euro per il livello C3, con riallineamento proporzionale su tutti gli altri livelli. Proprio come fatto per il CCNL Unionmeccanica Confapi. Oltre che i successivi 50 euro a partire da giugno 2026, per complessivi 100 euro.
Il confronto sarà decisivo per definire il futuro dei salari dei metalmeccanici del settore industriale.