“Ristori ai Lavoratori, Dazi nuova Emergenza”. Intervista a Landini [CGIL]

Secondo Maurizio Landini, la crisi provocata dai dazi va gestita allo stesso modo della pandemia da Covid‑19: serve una risposta collettiva forte, con ristori e tutele anche per i lavoratori, non solo per le imprese. L’Europa – avverte – ha abbandonato la trattativa, schierandosi con Washington sulle tariffe, e questo indebolisce l’autonomia politica ed economica dell’Ue.

Landini ribadisce: se il governo e l’Ue dovessero intervenire con aiuti per le imprese, deve essere garantito un sostegno anche a chi lavora, proprio come fu fatto durante la pandemia.

“No ai tagli a Pnrr e fondi di coesione: servono investimenti e protezione del lavoro

Il sindacalista respinge l’ipotesi del governo di reperire 25 miliardi togliendoli al Pnrr o ai fondi di coesione. Queste risorse, ricorda, sono fondamentali per infrastrutture, crescita produttiva e riduzione delle disparità territoriali. Gli aiuti – insiste – non devono essere solo alle imprese, ma anche ai lavoratori in difficoltà o con salari a rischio (CGIL).

Mobilitazione europea contro austerity e commercio conflittuale

Sul fronte internazionale, la Cgil si prepara a un autunno di mobilitazioni unitarie in Europa per contrastare le politiche di austerità imposte dalla Commissione. Landini sottolinea che l’aumento delle spese militari rischia di ridurre pensioni e salari. Serve invece investire in tecnologia, produzione, transizione ecologica e, nel caso di emergenza economica da dazi, ristorare anche i lavoratori, analogamente a quanto avvenne durante la pandemia.

Contratti, rappresentanza e salario minimo al centro

La Cgil rilancia il tema della rappresentanza nel dialogo con Confindustria: è essenziale che i lavoratori possano votare i propri delegati e approvare o respingere gli accordi. L’obiettivo è eliminare i contratti pirata e promuovere una normativa sul salario minimo e una contrattazione nazionale più equa. In una fase segnata dai dazi, ribadisce Landini, l’Europa deve ristorare i lavoratori tanto quanto le imprese, proprio come si fece nella crisi Covid.