Scuola, il Governo sblocca 65.265 nuove assunzioni a tempo indeterminato. Ecco la ripartizione

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto che autorizza oltre 65mila assunzioni a tempo indeterminato per l’anno scolastico 2025/2026. Nel dettaglio, si tratta di 347 dirigenti scolastici, 48.504 docenti (di cui 13.860 sul sostegno), 44 educatori, 6.022 insegnanti di religione cattolica e 10.348 unità di personale ATA.

Il Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha parlato di “un segnale forte e concreto” per garantire stabilità al sistema scolastico, continuità didattica agli studenti e valorizzazione del personale.

Insegnanti di religione: assunzioni attese da vent’anni

Una delle novità più rilevanti riguarda gli insegnanti di religione cattolica. Dopo oltre vent’anni, il governo ha autorizzato 6.022 assunzioni grazie al concorso bandito nel 2024. Per Valditara si tratta di “un atto di giustizia verso una categoria che ha atteso troppo a lungo il giusto riconoscimento del proprio ruolo educativo”.

Il reclutamento coinvolge anche docenti abilitati tramite concorsi PNRR e le graduatorie a esaurimento. Entro settembre, tutte le immissioni dovranno essere completate per garantire l’avvio regolare dell’anno scolastico.

Più sostegno grazie alla Legge di Bilancio

Particolare attenzione è stata riservata al sostegno agli alunni con disabilità, con quasi 14.000 immissioni in ruolo. Il risultato è stato possibile anche grazie all’aumento dell’organico di diritto previsto dalla Legge di Bilancio.

L’obiettivo è fornire continuità educativa e assegnare cattedre a docenti specializzati, superando la logica dei supplenti assegnati all’ultimo minuto.

I sindacati: “Passo avanti, ma non basta”

I sindacati accolgono positivamente il decreto, ma segnalano che oltre 90.000 cattedre resteranno comunque scoperte. La FLC CGIL chiede un piano più ampio per stabilizzare il precariato, mentre la CISL Scuola ricorda la necessità di un “doppio canale” di reclutamento per assorbire i supplenti storici.

Secondo le stime, ogni anno si ricorre a oltre 250.000 supplenze. Le nuove assunzioni, pur significative, non bastano a risolvere il problema strutturale della scuola italiana.