Superminimi: il Datore di Lavoro può cambiare idea. Sentenza di Cassazione

Il superminimo individuale è una somma che il datore di lavoro riconosce al dipendente in aggiunta alla paga base prevista dal contratto collettivo nazionale. Può essere legato a competenze, responsabilità o particolari condizioni di lavoro.
Se non è previsto un patto scritto di non assorbibilità, gli aumenti dei minimi tabellari fissati dal CCNL possono essere scalati dal superminimo, senza incrementare la retribuzione complessiva.
In alcuni casi, però, l’azienda rinuncia di fatto all’assorbimento, creando un trattamento più favorevole che, se applicato in modo costante e generalizzato, diventa un “uso aziendale” vincolante.

Il caso dei lavoratori metalmeccanici

Nel settore metalmeccanico, i superminimi individuali sono molto diffusi. Li ricevono soprattutto figure specializzate come installatori, montatori, saldatori, addetti a lavori in quota o subacquei. Queste mansioni richiedono elevata preparazione tecnica e, in molti casi, esposizione a rischi.
Il superminimo serve a premiare competenze rare e a compensare condizioni operative gravose. Tuttavia, se non è accompagnato da una clausola esplicita di non assorbibilità, il datore di lavoro può assorbire gli aumenti derivanti dal rinnovo del CCNL, riducendo così l’effetto economico degli incrementi contrattuali. Come ad esempio accaduto nella busta paga di giugno 2025.
Quando però l’azienda, per anni, non ha mai operato l’assorbimento, nasce un uso aziendale che può impedire al datore di tornare unilateralmente alla regola generale dell’assorbibilità.

La sentenza della Cassazione

Con l’ordinanza n. 12473/2025, la Cassazione ha ribadito che l’uso aziendale di non assorbire gli aumenti del CCNL nei superminimi vincola il datore, impedendogli di cambiare prassi senza accordo sindacale.
La novità è che, in presenza di un “mutamento sostanziale delle circostanze” rispetto al periodo in cui si era formato l’uso, l’azienda può disdettarlo unilateralmente. La disdetta deve essere motivata, formalizzata per iscritto e basata su ragioni concrete, come gravi crisi o trasformazioni del mercato.
Per i lavoratori metalmeccanici, questo orientamento segna un punto importante: tutela i superminimi consolidati, ma lascia aperta la porta a modifiche in caso di cambiamenti economici rilevanti.
In pratica, se l’assorbimento torna a essere applicato, in busta paga non si vedrà alcun aumento netto anche se il CCNL prevede un incremento. Questo perché il datore scalerà il nuovo importo dal superminimo già corrisposto, lasciando invariata la retribuzione totale.