L’Assegno di Inclusione (AdI) è la principale misura di sostegno al reddito introdotta in sostituzione del Reddito di Cittadinanza. A un anno e mezzo dal suo avvio, i dati diffusi dall’INPS mostrano come, nel periodo compreso tra gennaio 2024 e giugno 2025, il sussidio abbia coinvolto un totale di 2,1 milioni di persone.
Vediamo nel dettaglio i numeri dell’AdI, con un focus sugli importi, la composizione dei nuclei beneficiari e la distribuzione territoriale.
Nel primo semestre del 2025, l’INPS ha erogato almeno un pagamento dell’Assegno di Inclusione a 750.000 nuclei familiari, per un totale di quasi 1,8 milioni di persone coinvolte. Rispetto allo stesso periodo del 2024, si registra un aumento del +7%.
Solo a giugno 2025, i nuclei percettori dell’Assegno sono stati circa 666.000, con oltre 1,5 milioni di beneficiari. L’importo medio mensile registrato a giugno 2025 è pari a 694 euro.
Da gennaio 2024 a giugno 2025, invece, le famiglie percettrici dell’Assegno di Inclusione sono state 867.682, per un totale di 2.078.288 persone e un assegno medio mensile di 669 euro.
Quanto alla composizione delle famiglie:
Proprio come avveniva per il Reddito di Cittadinanza, la distribuzione dell’Assegno di Inclusione è fortemente concentrata nel Mezzogiorno: circa il 68% dei nuclei beneficiari e il 73% dei singoli beneficiari si concentra nel Sud e nelle Isole (qui in totale si contano 1.510.672 percettori).
Le regioni con il numero più alto di famiglie che percepiscono l’assegno sono:
Anche l’importo medio dell’assegno percepito nel Mezzogiorno è superiore alla media: parliamo di un contributo mensile medio pari a 689 euro. 20 euro sopra la media nazionale.
Nelle regioni del Centro e del Nord, invece, si contano in totale poco meno di 570 mila beneficiari e l’importo medio mensile dell’assegno oscilla tra i 614 e i 635 euro.