I percettori NASpI possono avere 5.000€ in più. Ecco come fare

I disoccupati titolari di NASpI o DIS-COLL possono lavorare occasionalmente senza perdere l’indennità. È possibile svolgere attività domestiche, assistenza o insegnamento, con compensi esenti da tasse.

Purché non si superi il limite imposto dalla legge. Vediamo tutte le indicazioni fornite dall’INPS.

Cosa sono le prestazioni occasionali INPS

Le prestazioni occasionali sono attività lavorative a carattere temporaneo e discontinuo, regolate tramite due strumenti messi a disposizione dall’INPS:

  • Il Libretto Famiglia, destinato alle famiglie per piccoli lavori domestici.
  • Il Contratto di prestazione occasionale, per attività svolte presso enti o imprese.

Chi è registrato come prestatore può collaborare con diversi datori di lavoro, anche se titolare di indennità di disoccupazione NASpI o DIS-COLL. Indennità di disoccupazione e attività lavorativa, infatti, non sono totalmente incompatibili. C’è tuttavia un limite di reddito annuo da rispettare.

Disoccupati in NASpI e Libretto Famiglia: cosa cambia

I titolari di NASpI o DIS-COLL possono ora registrarsi come prestatori occasionali e svolgere attività compatibili con il Libretto Famiglia, senza perdere il diritto alla loro indennità. Le attività ammesse includono:

  • Lavoro domestico
  • Giardinaggio e piccole manutenzioni
  • Assistenza a bambini, anziani e persone malate
  • Ripetizioni o insegnamento supplementare

Queste prestazioni non influiscono sul calcolo della NASpI o DIS-COLL, purché non si superino i 5.000 euro annui.

Copertura contributiva e vantaggi fiscali

I compensi percepiti tramite il Libretto Famiglia:

  • Sono coperti da contribuzione INPS per invalidità, vecchiaia e superstiti.
  • Includono la copertura INAIL contro gli infortuni.
  • Sono esenti da imposizione fiscale.

Questo significa che i lavoratori disoccupati possono svolgere attività retribuite con tutela previdenziale e nessun impatto fiscale, mantenendo la loro posizione contributiva attiva. Come detto, purché i compensi derivanti da tali attività non superino i 5.000 euro all’anno.