Nelle lavorazioni INPS del 12 agosto sono emerse molte domande di rinnovo dell’Assegno di Inclusione respinte. Il problema riguarda una parte della platea di circa 500.000 famiglie che a luglio hanno presentato la richiesta per continuare a percepire il beneficio economico.
Vediamo ora quali sono i motivi più comuni dello stop, sapendo che in questi casi i nuclei dovranno ripresentare domanda in maniera corretta. In questi casi conviene affidarsi ad esperti del patronato.
Questo l’SMS che INPS ha inviato a soggetti richiedenti:
Tra i motivi più frequenti di respingimento c’è l’omessa dichiarazione di attività lavorativa o di politica attiva retribuita svolta da un componente del nucleo. In altri casi, è stato dichiarato che qualcuno lavora senza poi inserire i dati del rapporto di lavoro.
Errori anche nella direzione opposta: famiglie senza occupati che hanno selezionato erroneamente la voce “lavora”. Chi ha iniziato un’attività dopo la domanda precedente doveva inviare all’INPS il modello ADI.com ridotto e non lo ha fatto.
Un altro blocco frequente riguarda le differenze tra i componenti indicati nella Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) e quelli presenti nell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR). Se l’ISEE riporta persone che non risultano in ANPR, la domanda viene automaticamente respinta fino alla correzione.
Molte domande non passano la verifica per superamento della soglia ISEE prevista dal D.L. 48/2023. L’INPS calcola il reddito familiare moltiplicato per la scala di equivalenza: se supera il tetto stabilito, l’assegno non spetta.
Tra i motivi di esclusione anche le dimissioni volontarie senza giusta causa, che fanno perdere il diritto all’ADI. Le dimissioni per giusta causa, invece, non comportano perdita del beneficio, ma devono essere dichiarate e documentate.
Nelle lavorazioni del 12 agosto, gli errori di compilazione – spesso commessi sia dai richiedenti sia dai CAF/patronati – si confermano la causa principale dei respingimenti, con conseguente mancato pagamento di agosto e le mensilità successive.