Assegno di Inclusione: Disagi e Scioperi alle Poste il 16, 18 e 19 Agosto per cambio Carta e Accrediti

Chi dovrà recarsi alle Poste il 16, 18 e 19 agosto 2025 per ritirare la nuova carta dell’Assegno di Inclusione, o per chiedere informazioni sul proprio accredito non ancora arrivato, rischia di trovarsi di fronte a lunghe file e tempi di attesa estenuanti.

Il motivo? L’effetto combinato dello sciopero degli straordinari e delle nuove procedure legate al sussidio.

Sciopero straordinari e personale ridotto

Dal 21 luglio al 19 agosto è in corso lo sciopero delle prestazioni straordinarie, supplementari e aggiuntive proclamato da SLC-CGIL e UILPoste.

Questo significa meno sportelli aperti, meno turni di copertura e un rallentamento generale delle operazioni.

I sindacati denunciano i tagli alle zone di recapito, la chiusura di centri, l’aumento dei carichi di lavoro e la mancanza di soluzioni su sicurezza, distacchi e lavoro agile.

La mobilitazione, iniziata settimane fa, sta incidendo pesantemente sul servizio.

Accrediti fermi dal 14 agosto

A peggiorare la situazione c’è il calendario.

Gli accrediti dell’Assegno di Inclusione si sono fermati il 14 agosto, con il 15 festivo.

Molti beneficiari che non hanno ancora ricevuto il pagamento si presenteranno agli sportelli per chiedere spiegazioni proprio il 16, il 18 e il 19 agosto, aumentando ulteriormente l’afflusso di utenti.

In più, per chi ha ricevuto la notifica di cambio carta, queste sono le giornate utili per il ritiro.

Rischio tensioni e attese sotto il sole

Le organizzazioni sindacali avvertono: la combinazione di personale ridotto e flussi eccezionali di utenti potrebbe generare code chilometriche, attese all’aperto e momenti di tensione.

Già a Napoli e Catania, nei giorni scorsi, si sono registrate scene di esasperazione, con cittadini costretti – nelle principali città del Sud – a lunghe file sotto il sole e personale in difficoltà a gestire la situazione.

SLC-CGIL e UILPoste parlano di “crisi strutturale” e di un disagio che non riguarda più solo i lavoratori, ma anche i cittadini.

Il rischio, secondo i sindacati, è trasformare ogni giornata in una “guerra tra poveri”.