Quanto dovranno pagare Docenti e ATA per la Polizza Assicurativa dal 2026?

A metà agosto è arrivata la notizia: il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha firmato un’intesa coi sindacati che prevede l’introduzione dal 1° gennaio 2026 una polizza sanitaria integrativa per il personale scolastico.

All’accordo non ha aderito la Flc Cgil, che ha denunciato l’esclusione di una parte dei supplenti e la carenza di risorse stanziate. Sul tavolo ci sono 260 milioni di euro in quattro anni, pari a 65 milioni annui, che serviranno a finanziare la misura introdotta dal Decreto Legge 14 marzo 2025, n. 25

Quanto costa a Docenti e ATA?

La domanda che tutti si pongono è una: quanto dovranno pagare insegnanti e personale ATA per la polizza sanitaria? La risposta è chiara: nulla. L’adesione sarà gratuita, perché interamente coperta dal finanziamento pubblico. Sarà prevista un’adesione automatica, previa richiesta dell’interessato, e le modalità operative saranno comunicate nei prossimi mesi.

Il problema, però, riguarda chi resta fuori. Nella prima fase la copertura includerà solo personale a tempo indeterminato e supplenti annuali fino al 31 agosto. Restano esclusi i contratti fino al 30 giugno, con la promessa del Ministero di reperire ulteriori fondi per allargare la platea.

Le prestazioni comprese

La polizza sanitaria sarà divisa in due livelli. Il primo coprirà interventi chirurgici importanti e cure per malattie gravi come tumori e patologie cardiache.

Il secondo livello includerà prestazioni ad alta frequenza: cure dentarie di base, prevenzione oncologica, rimborsi per il parto naturale o cesareo, contributi per la non autosufficienza e pacchetti di diagnostica preventiva.

Le prestazioni saranno erogate tramite rimborsi o con sconti diretti nelle strutture convenzionate.

I dipendenti dei settori privati hanno già l’Assistenza Sanitaria Integrativa

Nei settori privati l’assistenza sanitaria integrativa esiste già da 15-20 anni.

Dipendenti di settori come Commercio, terziario, metalmeccanica e artigianato hanno fondi di categoria che garantiscono milioni di prestazioni finanziate dalle imprese. La scuola, con anni di ritardo, raggiunge solo ora un livello minimo di tutele per il proprio personale. Una conquista importante, ma con un’ombra: parte dei supplenti (stimati in 230.000) resta esclusa e la copertura complessiva non è ancora universale.