L’Assegno di Inclusione continua a essere al centro di domande e chiarimenti da parte delle famiglie. Molti si chiedono se le nuove regole introdotte nel corso dell’estate 2025 abbiano cancellato il cosiddetto “mese di sospensione” previsto tra la fine del primo ciclo di erogazione e l’inizio del rinnovo. Una questione importante, perché da essa dipendono continuità di sostegno e programmazione delle spese familiari.
Il governo ha introdotto un bonus straordinario, chiamato anche “bonus ponte”, che viene riconosciuto a chi termina i 18 mesi di godimento dell’Assegno di Inclusione e presenta una nuova domanda di rinnovo per altri 12 mesi. Questo contributo può arrivare fino a 500 euro e viene pagato come sostegno aggiuntivo. L’obiettivo dichiarato è quello di non lasciare senza alcuna copertura le famiglie che, nel mese di sospensione, sarebbero rimaste scoperte. La sua erogazione è vincolata all’accoglimento della domanda per altri 12 mesi.
Nonostante l’arrivo del bonus straordinario, il mese di sospensione non è stato cancellato. La norma che prevede un intervallo obbligatorio tra un ciclo e il successivo rimane in vigore. Ciò significa che chi termina i 18 mesi non riceve subito la prima mensilità del nuovo assegno, ma deve attendere il mese successivo all’accoglimento della domanda di rinnovo. In questo intervallo viene riconosciuto il bonus ponte, che non sostituisce la rata ordinaria ma si aggiunge come misura temporanea.
Il meccanismo sarà operativo almeno fino a dicembre 2025, così prevede la legge di conversione del Decreto Ex Ilva che lo ha introdotto. Ogni volta che una famiglia conclude i 18 mesi, presenta la nuova domanda e questa viene accolta, scatta il riconoscimento del bonus straordinario fino a 500 euro. Solo dal mese successivo inizierà il nuovo corso dell’Assegno di Inclusione, valido per altri 12 mesi. In sintesi, il mese di sospensione rimane, ma viene coperto da un’indennità ponte per attenuare il vuoto economico.