Statali e Scuola: prestiti possibili anche se segnalati come cattivi pagatori. Ecco 3 soluzioni

Per molti dipendenti pubblici, la possibilità di accedere a un prestito rappresenta non solo un sostegno economico, ma anche una forma di serenità in momenti di difficoltà. Spesso, però, il timore di essere stati segnalati al CRIF o la presenza di un pignoramento sullo stipendio scoraggia la richiesta.

In realtà, esistono strumenti specifici come il Piccolo Prestito INPS, la Cessione del Quinto e il Prestito su Delega che permettono di ottenere liquidità anche in situazioni complicate. Vediamo insieme come funzionano e quali sono le differenze principali.

Piccolo Prestito INPS: liquidità veloce e semplice

Il Piccolo Prestito INPS è uno strumento riservato ai dipendenti e pensionati pubblici iscritti alla Gestione ex-INPDAP. È un finanziamento a breve termine (in cui può essere erogato un importo fino a otto mensilità da restituire in 48 mesi), direttamente tramite trattenuta sulla pensione o sullo stipendio.

La caratteristica principale è che può essere richiesto anche da chi ha segnalazioni negative nelle banche dati creditizie. L’INPS, infatti, eroga il prestito basandosi sul rapporto di lavoro e sul reddito, senza dare peso a eventuali segnalazioni al CRIF. In questo modo, anche chi è stato considerato cattivo pagatore ha una possibilità concreta di ottenere liquidità in tempi relativamente brevi.

Cessione del quinto: sicurezza e accessibilità

La Cessione del Quinto è una forma di prestito personale disciplinata dal DPR 180 del 5 gennaio 1950 riservata a lavoratori dipendenti e pensionati. La rata non può superare un quinto dello stipendio o della pensione e viene trattenuta direttamente alla fonte, quindi dall’ente pubblico o dall’INPS.

Per i dipendenti pubblici, questo strumento è molto vantaggioso perché:

  • È accessibile anche con segnalazioni al CRIF;
  • Può essere richiesto anche con pignoramenti in corso, purché la somma delle trattenute non superi i limiti di legge;
  • È sempre accompagnata da un’assicurazione obbligatoria, che tutela sia la banca che il lavoratore.

In sostanza, la cessione del quinto rappresenta una delle soluzioni più solide e affidabili per chi ha necessità di accedere a credito nonostante pregresse difficoltà finanziarie.

Prestito su Delega: flessibilità aggiuntiva

Il Prestito su Delega, noto anche come “doppio quinto” o “delegazione di pagamento”, è un prestito personale che si affianca alla cessione del quinto. Consente di cedere un’ulteriore quota dello stipendio fino a un massimo complessivo del 40% (20% per la cessione + 20% per la delega).

A differenza della cessione del quinto, il prestito su delega non è un diritto automatico del dipendente. La concessione dipende dalla società finanziaria e soprattutto dalla disponibilità di una compagnia assicurativa disposta a garantire il credito. Per questo, in presenza di segnalazioni al CRIF o di altri pignoramenti, la sua fattibilità è più incerta rispetto ad altri strumenti come il piccolo prestito o la cessione del quinto.

Il CRIF: cos’è e perché influisce sui prestiti

Il CRIF (Centrale Rischi Finanziari) è una delle principali banche dati creditizie italiane. Contiene informazioni sui prestiti e i finanziamenti richiesti dai cittadini, registrando puntualmente eventuali ritardi, mancati pagamenti o posizioni regolari.

Essere segnalati al CRIF come cattivi pagatori non comporta sanzioni legali, ma limita fortemente l’accesso ai prestiti personali tradizionali. Le banche, infatti, consultano sempre queste banche dati prima di concedere credito.

La differenza sostanziale sta nel fatto che:

  • Piccolo Prestito INPS e Cessione del Quinto sono accessibili anche con segnalazioni negative;
  • Il Prestito su Delega, essendo assimilato a un prestito personale, richiede una valutazione più severa e può essere respinto se non si trova un’assicurazione disposta a garantire il rischio.