Bonus Giorgetti in Busta Paga: Ecco Come Fare Domanda

Come si accede al Bonus Giorgetti? in questo articolo riportiamo tutto quello che bisogna sapere sul nuovo incentivo al posticipo del pensionamento previsto dalla Legge di Bilancio 2025.

Bonus Giorgetti: la domanda si fa all’INPS

La domanda per usufruire del Bonus Giorgetti si fa direttamente sul portale INPS digitando nel motore di ricerca dell’Istituto Previdenziale “Incentivo al posticipo del pensionamento: verifica delle condizioni di accesso”.

Con il Bonus Giorgetti più soldi per chi sceglie di restare al lavoro

La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto una novità importante che riguarda migliaia di lavoratori dipendenti: la proroga e l’estensione dell’incentivo al posticipo del pensionamento, ribattezzato da molti come “Bonus Giorgetti”, dal nome del Ministro dell’Economia.
Si tratta di una misura che mira a riconoscere un vantaggio economico immediato a chi, pur avendo già maturato i requisiti per la pensione anticipata, sceglie di continuare a lavorare.

Il meccanismo è semplice e allo stesso tempo innovativo: i contributi previdenziali che normalmente vengono versati all’INPS a carico del lavoratore, non vengono più accreditati, ma trasformati in una somma netta in busta paga. In altre parole, chi decide di rinviare l’uscita dal lavoro vede aumentare subito il proprio stipendio mensile.

Con questa misura, il Governo intende incentivare la permanenza nel mondo del lavoro, alleggerendo i conti pubblici legati alla spesa pensionistica e al tempo stesso premiando chi sceglie di proseguire la propria carriera.

Il bonus spetta a tutti i dipendenti, pubblici e privati

Il beneficio è riservato a tutti i lavoratori dipendenti, sia del settore pubblico che di quello privato, purché siano iscritti:

  • all’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO);
  • oppure a forme sostitutive o esclusive della stessa.

Non possono invece accedere al bonus i lavoratori autonomi e i liberi professionisti, per i quali non è previsto alcun incentivo.

Inoltre, l’incentivo è applicabile soltanto a chi matura i requisiti pensionistici entro il 31 dicembre 2025. Questo termine rappresenta una scadenza fondamentale: chi raggiungerà i requisiti successivamente non potrà chiedere il beneficio, almeno nella formulazione attuale della norma.

Il Bonus Giorgetti, quindi, non è una misura universale o strutturale, ma una finestra temporanea che può fare la differenza per migliaia di lavoratori che si trovano a ridosso della pensione.

Le condizioni per accedere all’incentivo

Per poter richiedere l’incentivo, è necessario avere maturato entro il 31 dicembre 2025 almeno uno dei seguenti requisiti pensionistici:

  1. Pensione anticipata flessibile (Quota 103 prorogata):
    • Età minima di 62 anni;
    • Almeno 41 anni di contributi.
  2. Pensione anticipata ordinaria:
    • Per le donne: 41 anni e 10 mesi di contributi;
    • Per gli uomini: 42 anni e 10 mesi di contributi.

Chi rientra in una di queste condizioni può scegliere se:

  • andare subito in pensione, con la prestazione maturata;
  • oppure restare al lavoro e richiedere il Bonus Giorgetti, rinunciando all’accredito dei contributi a proprio carico ma guadagnando un netto in più in busta paga.

È importante sottolineare che il beneficio riguarda solo i contributi a carico del lavoratore. I contributi a carico del datore di lavoro continuano invece ad essere versati regolarmente all’INPS.

Come funziona: più soldi in busta paga

Il cuore del Bonus Giorgetti è la possibilità di rinunciare ai contributi previdenziali personali. Normalmente, infatti, dallo stipendio lordo del lavoratore viene trattenuta una quota destinata all’INPS (8,8% della retribuzione lorda per gli iscritti all’INPS cassa Stato e 9,19% per il settore privato).

Con l’incentivo, quella stessa quota non viene più sottratta dallo stipendio ma erogata direttamente in busta paga. Ciò significa che il lavoratore percepirà un netto mensile più alto.

Come fare domanda e tempi di risposta

La richiesta per ottenere l’incentivo deve essere presentata all’INPS, che è l’ente competente alla gestione della misura. L’istituto rilascerà a breve le circolari applicative con le modalità operative precise, ma il meccanismo dovrebbe ricalcare quello già utilizzato per la precedente proroga del 2023-2024.

Una volta presentata la domanda, l’INPS ha 30 giorni di tempo per emanare il provvedimento, come previsto dalla legge n. 241/1990 sul procedimento amministrativo. Solo in casi particolari possono essere stabiliti termini diversi.

Dal momento in cui la rinuncia ai contributi viene accettata, il datore di lavoro è autorizzato a erogare la quota direttamente in busta paga, con effetto immediato sulla retribuzione del lavoratore.

Tabella riassuntiva