NASpI: brutta sorpresa fiscale, sarà tassata al 100%- Ecco per Chi

L’Agenzia delle Entrate, con la Risposta n. 228 del 1° settembre 2025, ha fatto chiarezza su un dubbio molto comune: la NASpI percepita dal lavoratore rientrato in Italia può beneficiare del regime agevolato per chi torna dall’estero?

Il caso tratta di un contribuente, rientrato in Italia ad aprile 2022 e occupato come dipendente fino a settembre 2023 usufruendo del regime speciale, aveva chiesto se l’indennità di disoccupazione potesse godere della tassazione agevolata prevista dalla normativa.

La risposta dell’Agenzia è stata chiara: no, la NASpI va tassata per intero, vediamo le motivazioni e le conseguenze.

Perché la NASpI non rientra nel regime agevolato?

L’Agenzia ricorda che il regime per chi rientra dall’estero (art. 16, D.Lgs. 147/2015 per chi si è trasferito entro il 31 dicembre 2023) è stato creato per attrarre lavoratori in Italia offrendo una riduzione della base imponibile su redditi di lavoro dipendente, autonomo o d’impresa.

La NASpI, invece, è un sussidio di disoccupazione erogato dall’INPS a chi perde il lavoro, con finalità di sostegno al reddito.
Proprio perché non deriva da un’attività lavorativa ma da una situazione di disoccupazione, non può essere equiparata ai redditi di lavoro e quindi non rientra nel perimetro di applicazione del regime agevolato.

Conseguenze fiscali: stangata per chi percepisce la NASpI

Le conseguenze fiscali per il lavoratore impatriato che ha percepito la NaSpI sono le seguenti:

  • L’indennità NASpI percepita da chi rientra dall’estero dovrà essere tassata per intero, applicando le ordinarie aliquote IRPEF e le addizionali regionali e comunali.
  • Non si applica alcuna riduzione del reddito imponibile (come avviene invece per i redditi di lavoro dipendente nel regime agevolato).
  • Questo significa un netto più basso rispetto agli anni di lavoro sotto regime agevolato: una vera e propria stangata fiscale per chi non se l’aspettava.

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