Metalmeccanici, la svolta delle 35 ore settimanali passa dal Governo

La Fiom Cgil rilancia la sfida delle 35 ore settimanali come uno dei punti cardine del rinnovo contrattuale dei metalmeccanici. Non si tratta solo di una rivendicazione sindacale, ma di una misura che – se sostenuta dal governo – può diventare realtà.

La richiesta avanzata dal segretario generale Michele De Palma nel corso di una assemblea in Veneto è chiara: detassare gli accordi che riducono l’orario di lavoro, così da spingere le parti a firmare intese innovative. Senza un sostegno legislativo, la riduzione rischia di restare solo sulla carta.

L’assemblea di Casalserugo

Martedì 9 settembre 2025 De Palma ha preso parte all’assemblea della Fiom di Padova, a Casalserugo, dove erano presenti quasi 150 delegati e delegate provenienti da aziende come ZF, Antonio Carraro, Carel, Carraro Drivetech, Hiref, Engineering e molte altre.

Dal palco il segretario ha ribadito che la trattativa per il rinnovo del CCNL Federmeccanica/Assistal ripartirà a Roma l’11, il 18 e il 25 settembre. E poi ha rilanciato sui temi di piattaforma (salario e riduzione oraria) ricordando che potrebbe essere nuovamente necessaria la mobilitazione:

“Le lavoratrici e i lavoratori devono essere informati che, se durante questa trattativa – puntualizza – non si arriva a determinare un accordo concreto, dovremo essere pronti alla mobilitazione

35 ore: la spinta del governo

Ma l’appello alla collaborazione non viene lanciato solo agli Industriali. “E’ ora che il governo con la prossima manovra stabilisca di detassare gli aumenti legati al contratto nazionale e agli accordi per ridurre gli orari di lavoro e decida, allo stesso tempo, di aumentare le tasse ai ricchi, in modo che non si arrivi a tagliare senza criterio i fondi destinati alla scuola, all’università, alla sanità e al welfare state.”

Insomma non bastano le intese che potrebbero giungere con Federmeccanica e Assistal, precisa De Palma, serve una norma di legge che consenta di detassare sia gli aumenti salariali legati al contratto nazionale sia gli accordi che riducono l’orario di lavoro. In questo modo le 35 ore diventerebbero un obiettivo concreto e sostenibile per imprese e lavoratori. Il Governo – in sintesi – dovrebbe intervenire per dare un’utile spinta alla chiusura del negoziato.

Una posizione, quella della Fiom, che lascia intendere che la riduzione dell’orario non deve gravare solo sulle aziende, ma essere sostenuta da politiche fiscali giuste. Per il sindacato, le 35 ore possono rilanciare l’industria, distribuire meglio l’occupazione e restituire tempo e potere d’acquisto ai lavoratori.

Fiscalità e welfare

Accanto alla battaglia contrattuale, la Fiom mette in guardia sulla prossima manovra del governo: “Non si può continuare a investire in armamenti tagliando scuola, università, sanità e welfare. Serve aumentare le tasse ai ricchi e restituire risorse al lavoro”, ha ribadito De Palma.

Anche il segretario della Fiom di Padova, Michele Iandiorio, ha confermato che la stagione autunnale sarà segnata da assemblee e mobilitazioni per portare avanti la piattaforma sindacale.