Con la Circolare INPS n. 127 del 22 settembre 2025, entra in vigore un nuovo sistema previdenziale che riguarda tutti i lavoratori sportivi subordinati, sia nel settore professionistico che dilettantistico.
Le novità prevedono l’obbligo di iscrizione al Fondo Pensione dei Lavoratori Sportivi (FPSP), con regole uniformi per il calcolo dei contributi e dei diritti pensionistici. L’obiettivo è garantire maggiore tutela e certezza del futuro previdenziale per chi lavora nel mondo dello sport, fino a oggi spesso caratterizzato da contratti precari e assenza di garanzie pensionistiche.
«Lo Stato dice con chiarezza che chi lavora nello sport ha finalmente tutele solide e un futuro previdenziale certo» ha commentato il presidente dell’INPS, Gabriele Fava.
La nuova normativa si applica a tutte le figure che svolgono attività sportiva a titolo oneroso, con un contratto di lavoro subordinato, comprese le seguenti categorie:
Non fa differenza se si opera nel professionismo o nel dilettantismo: l’obbligo di iscrizione al Fondo è valido per tutti.
Per le altre tipologie contrattuali, come collaboratori o autonomi, valgono regole specifiche e l’inquadramento nella Gestione separata INPS, se previsto.
Il nuovo sistema prevede che l’annualità contributiva venga calcolata in base a 260 giornate lavorative annue. Questo meccanismo consente una valutazione più precisa dell’attività svolta e uniforma i criteri per tutti gli iscritti al Fondo.
Per chi ha iniziato a versare contributi dal 1° gennaio 1996 in poi, o si è iscritto al Fondo solo a partire dal 1° luglio 2023, si applica il sistema contributivo puro, secondo le regole della legge n. 335/1995.
Coloro che erano già iscritti al Fondo prima del 1996 continuano invece a essere tutelati dalle norme del regime preesistente.
È possibile valorizzare periodi contributivi maturati in altre gestioni previdenziali italiane o all’estero. Questo avviene attraverso gli strumenti del cumulo e della totalizzazione, evitando così la dispersione di periodi utili ai fini pensionistici.
Sono previsti limiti per l’incumulabilità tra redditi da lavoro sportivo e prestazioni pensionistiche. Ad esempio, per l’anno 2023, è stato stabilito un limite di 15.000 euro per i compensi sportivi percepiti, entro cui non si perde il diritto ad alcune prestazioni.
Il nuovo Fondo Pensione dei Lavoratori Sportivi assicura un’ampia gamma di prestazioni previdenziali al raggiungimento di determinati requisiti. Tra queste:
I datori di lavoro sportivo (società, associazioni, enti) sono tenuti a:
Anche le associazioni e società dilettantistiche sono coinvolte, in quanto rientrano a pieno titolo nel perimetro delle nuove regole, quando impiegano personale subordinato.
Per qualsiasi altra informazione si rimanda alla lettura integrale di suddetta circolare.